Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Non ti obbliga nessuno a tenere aperto

febbraio 16th, 2011

Ieri sera abbiamo provato il Marchesino, il ristorante di Gualtiero Marchesi che si trova di fianco alla Scala.  Luci e ombre, con maggior presenza delle seconde.

Niente da dire sui piatti, era tutto molto buono. Però se punti parte della pubblicità sul fatto di essere una sorta di naturale proseguimento dello spettacolo alla Scala, non puoi immediatamente avvisarmi che la cucina sta chiudendo e fare la faccia storta se qualcuno vuole aspettare dopo il primo per scegliere se prendere o meno i formaggi.

E se l’antipasto è “culatello e burro”, ci deve essere anche il burro. E quando lo chiedo non deve arrivare freddo di frigo, con le immaginabili conseguenza sulla consistenza.

Un ultimo appunto sulla scelta delle portate, davvero ridotta. Forse si trattava del menu per il dopo-Scala (ma, di nuovo, o fai il servizio fino a tardi – e lo fai bene – oppure non lo fai) ma tra antipasti, primi e secondi non si andava oltre la decina di piatti.

L’esercito del surf

febbraio 14th, 2011

Il resoconto delle nostre vacanze estive è incompleto: ci sono San Francisco, la Gold Country e la Wine Country, ma mancano le onde e le spiagge di Honolulu.

Appena ho tempo colmerò la lacuna; per il momento segnalo un bell’articolo di Vanity Fair su Ken Bradshaw, l’uomo che ha surfato l’onda più grande di cui si abbia notizia (25 metri – un palazzo di 8 piani, circa), proprio sull’isola di Oahu (la stessa di Honolulu). Oltre a fare il resoconto dell’onda da record, l’articolo apre anche un bello spiraglio sul mondo del surf.

The Yorker, Vanity Fair

Genius at work

gennaio 20th, 2011

Quando il genio sta sia di fronte che dietro alla macchina fotografica (tratta dalla raccolta che The Big Picture ha dedicato alle sommosse in Tunisia).

The Big Picture

La cacciatrice di refusi

gennaio 20th, 2011

Se anche voi tendete a saltare sulla sedia per ogni accento utilizzato male, per ogni apostrofo fuori posto, e più in generale per ogni piccolo errore che trovate a video o su carta, allora vi consiglio un articolo di Lori Fradkin che spiega cosa significa essere una copy editor.  Ne riporto solo un breve passaggio:

Once you train yourself to spot errors, you can’t not spot them. You can’t simply shut off the careful reading when you leave the office. You notice typos in novels, missing words in other magazines, incorrect punctuation on billboards.

Una precisazione: non sono copy editor ma per qualche motivo (forse la genetica, dato che mia mamma è correttrice di bozze) sono particolarmente portato a beccare gli errori. Naturalmente in questo post me ne sarà sfuggito qualcuno e farò una bella figura di palta.

The Awl

Buttate i mappamondi

dicembre 30th, 2010

È molto probabile che, dopo decenni di guerra civile, a gennaio il Sudan del Sud (o Sud-Sudan per gli amanti della cacofonia) si staccherà dal Sudan e diventerà una nazione indipendente. I due paesi si distingueranno principalmente dal punto di vista etnico, con il nord a schiacciante maggioranza araba.

La linea di confine sarà tracciata più o meno in sovrapposizione alla vena petrolifera, anche se i pozzi principali si troveranno in territorio meridionale. Però l’oleodotto che serve per trasformare il greggio in moneta sonante passa per il nord, quindi è verosimile che le due nazioni si accorderanno, anche perché tanti anni di guerra civile hanno portato  alla consapevolezza che nessuna delle due regioni, da sola, può avere il pieno controllo dei giacimenti (una sorta di dilemma del prigioniero).

L’Economist fa il punto della situazione e, pur essendo ottimista sulla questione della guerra civile, lo è molto meno sulla capacità della nuova nazione di dotarsi di una struttura economica stabile.

Wikipedia, Economist

L’urna de’ forti

dicembre 29th, 2010

Gli inglesi vincono The Ashes, ed è la prima volta in 24 anni che riescono a farlo da detentori dell’urna (sì, sto parlando di cricket).

BBC

Gente che si muove

dicembre 27th, 2010

Far finta di essere sani e Lo Straniero di Elea cambiano casa. Il primo cambia cantante e diventa La lüserta equilibrista, mentre il secondo apre Lettiseparati, un nuovo blog insieme alla sua gentile metà.

La lüserta equilibrista, Lettiseparati

Otto anni

dicembre 23rd, 2010

Non ricordo esattamente come ne avevo scoperto l’esistenza. Probabilmente tramite il sito di Luisa Carrada ero capitato su Wittgenstein, e lì avevo scoperto che esistevano i blog. Anzi, i web-log.

Sta di fatto che che otto anni fa, la sera dell’antivigilia, ero seduto sul letto col portatile e dopo essermi guardato un po’ intorno decisi di buttarmi e di aprire un blog.

Internet wayback machine

Una gioia per gli occhi

novembre 22nd, 2010

Anche quest’anno il concorso fotografico del National Geographic regala non poche soddisfazioni. Big Picture pubblica una selezione di 47 foto, con le didascalie fornite dagli stessi fotografi.

The Big Picture

C’era un ragazzo

novembre 12th, 2010

Qualche settimana fa, quando ancora non si era spenta l’eco per il video “collateral murder”, Wikileaks ha pubblicato i diari di guerra. Nell’occasione si è parlato molto della figura del fondatore, Julian Assange. Su di lui, poco tempo prima, la rivista New Yorker aveva pubblicato un ottimo articolo/intervista/biografia.

Ma c’è un altro lato della medaglia. C’è qualcuno che quei diari li ha fatti trapelare. C’è un soldato che ha tradito un’istituzione dalla quale, a sua volta, si sentiva tradito. Quel soldato si chiama Bradley Manning e al momento aspetta di essere processato. Il mensile This Land è andato nella città natale di Manning per ricostruire la storia di questo ragazzo.