Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Ne va pure fiero

giugno 15th, 2010

Freddie “Saddam” Maake. Segnatevi questo nome, perché appartiene all’inventore dello strumento più fastidioso mai concepito da mente umana: ebbene sì, la vuvuzela.

Il Mail&Guardian lo ha intervistato, e se leggete l’articolo capirete che, a furia di suonare la trombetta, il tizio si dev’essere rintronato non poco. Per dire: nel ’92 ha tentato di salire su un aereo con la vuvuzela, e il suo intento era di suonarla una volta in cabina, per festeggiare il suo primo volo. Nel ’99 ha inciso un album, Vuvuzela Cellular, composto di ben 10 canzoni suonate con lo strumento omonimo. Ora, considerato che da quell’aggeggio infernale esce solo una nota (il si bemolle, per la cronaca), mi immagino che figata di album deve esserne venuto fuori.

Il buon Freddie sostiene che:

the French were amused by my invention and surrounded me everywhere I went.

Della seconda parte della frase sono abbastanza sicuro, molto meno della prima. Poi c’è tutta una questione di royalties ma è la parte meno divertente dell’articolo.

Mail&Guardian

Io so che tu sai che io so che tu sai che (ad lib.)

maggio 17th, 2010

Nel 1943, poco prima dell’invasione della Sicilia da parte degli Alleati, le coste spagnole accolsero il cadavere di un ufficiale dei Marines inglesi che si portava dietro alcuni documenti top secret. La cosa naturalmente ingolosì l’intelligence tedesca, che dopo vari tentativi riuscì a mettere gli occhi sui documenti.

Trovarono la conferma di quanto da molti sospettato, e cioè che gli Alleati avrebbero lanciato la controffensiva da sud invadendo la Sardegna e la Grecia.

Peccato che fosse tutta una messinscena, che ora Malcolm Gladwell ricostruisce per il New Yorker, aggiungendo alcune interessanti considerazioni sul dualismo spionaggio/controspionaggio.

The New Yorker

La Coppa del Grillo

maggio 17th, 2010

L’Inghilterra vince i mondiali di cricket, anche se nella versione tamarra (non fanno nemmeno la pausa per il tè, santi numi).

Cricinfo.com, Wikipedia

Un posto ambito

maggio 11th, 2010

Qualche sera fa sono entrato in uno stabile in cui, al piano terra, si trovava un enorme bancone dedicato al portiere (assente perché era domenica). Non sto parlando del bugigattolo stile “Eleganza del riccio” ma di un bancone di quelli che si vedono nei film americani. La cosa è decisamente insolita, soprattutto per Piacenza, e il bancone mi ha fatto venire in mente un articolo che avevo letto qualche settimana fa, in cui il New York Times esplora il mondo dei portieri.

NYT

Più tardi, con calma

aprile 28th, 2010

Per chi apprezza gli articoli lunghi, magari letti con calma tramite Instapaper, il sito Longform.org è il paese dei balocchi.

Instapaper, Longform.org

Adattarsi agli interessi locali / 2

aprile 19th, 2010

Non c’è pace per il cricket nel subcontinente indiano. Dopo l’attacco armato alla nazionale cingalese in Pakistan, è la volta di due bombe fatte esplodere a Bangalore, poco prima dell’inizio di una partita della Indian Premier League. Per fortuna solo feriti, questa volta. Ma le nazionali che avrebbero dovuto effettuare i tour in India si stanno tirando indietro, e a ottobre ci sono i Commonwealth Games.

BBC

Sempre meglio / rettifica

aprile 6th, 2010

Un paio di settimane fa dicevo che l’iPad avrebbe letto e digerito direttamente i file .avi, e che questo avrebbe costituito un bel passo avanti rispetto all’iPhone. Ora che l’iPad è uscito, scopro che non è proprio così: è vero che il nuovo dispositivo legge i file .avi, ma solo quelli provenienti dalle fotocamere. I software di conversione saranno in giro ancora per un po’, quindi.

Appadvice

Autocertificazione

marzo 31st, 2010

Michele Boroni pubblica un post illuminante sulle notizie di gossip e sul corto circuito con cui vengono spacciate per vere.

Emmebi

Presto, il libro dei nomi!

marzo 30th, 2010

Sempre a proposito di biografie interessanti, ci sarebbe la storia di Matthew Nimetz, diplomatico americano, che dal lontano 1994 segue (prima come inviato statunitense, poi come rappresentate speciale delle Nazioni Unite) la questione della disputa sulla denominazione della Repubblica di Macedonia.

Già perché, per chi non lo sapesse, è da quando la Macedonia si è resa indipendente dalla Jugoslavia (1991) che la neonata repubblica e la Grecia si prendono a cornate per la questione del nome. La Macedonia ha scelto di chiamarsi, oh che sorpresa, Macedonia; ma alla Grecia non va bene, perché dice che la Macedonia è in realtà una regione della Grecia.

Da allora si è acceso un dibattito molto eccitante, quasi quanto guardare la vernice che si asciuga. Per aggiungere un tocco di cabaret, il nome provvisorio è FYROM, che sta per Former Yugoslavian Republic Of Macedonia (e questo prima che Prince cambiasse nome). Ecco, il povero Nimetz è da 16 anni che sta dietro a ‘sta roba. Come dice giustamente l’Economist, meriterebbe il Nobel per la pazienza.

Wikipedia, The Economist

Minoranze in divisa

marzo 29th, 2010

Essere contemporaneamente un soldato americano e un musulmano non è semplice. Non dopo l’undici settembre. E non dopo la sparatoria di Fort Hood, specialmente se sei di stanza lì. Il Washington Post racconta la storia di Zachari Klawonn. Uno bravo ci potrebbe girare un film, se non ci fosse il rischio di fare una sorta di “Soldato Mohammed”.

Washington Post