Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Scappo dalla città

giugno 22nd, 2011

Negli anni ’50 molte persone migrarono dalla campagna greca alle città (Atene, fondamentalmente). Ora, con l’economia che è quella che è, pare che stia iniziando un movimento contrario, soprattutto da parte dei giovani. La campagna offre maggiori possibilità di reimpiego rispetto alla città; non si diventa ricchi ma si sta a galla. Inoltre, sopravvivere per sopravvivere, meglio chiudere la giornata su una terrazza di fronte alle colline. Chi ha la possibilità, quindi, fa un pensierino al ritorno al paese da cui i genitori o i nonni sono venuti via.

Ne ha scritto il quotidiano Die Welt, ma dato che non conosco il tedesco l’ho scoperto tramite Worldcrunch che ha tradotto l’articolo.

Worldcrunch

Idea per creativi

maggio 23rd, 2011

Io questa foto la terrei da parte, se facessi parte dello staff creativo della Guinness.

The Big Picture

Comunicare le brutte notizie

maggio 11th, 2011

A volte, quando leggo certe notizie, mi metto dall’altra parte: cosa si prova a comunicare a una donna la notizia che il marito è morto? A veder cambiare i lineamenti mentre elabora ogni singola parola della frase, a vedere l’indifferenza che si trasforma in disperazione?

E dopo? Cosa c’è da dire dopo, sapendo che qualunque parola sarà inadeguata?

Nel corso degli anni sono sorte alcune unità di post-crisi, in cui personale specializzato gestisce la comunicazione della notizia e tutto quello che segue. Intelligent Life, il magazine dell’Economist, ha pubblicato un bell’articolo sulle persone che lavorano in questi centri.

Intelligent Life

Il Grand Tour alla cinese

aprile 14th, 2011

I cinesi stanno scoprendo il turismo, e stanno arrivando anche in Europa. Per ora ci sono pochissimi viaggiatori individuali e molti tour organizzati (molto organizzati). Il New Yorker ha spedito un giornalista in uno di questi tour, e ne ha fatto un ottimo articolo.

Ne viene fuori, è non è certo una sorpresa, che i luoghi comuni e gli stereotipi sugli europei abbondano, e non è certo il turismo di gruppo che li farà scomparire. Dall’altro lato, un gruppo di cinesi raccontato dall’interno fa svanire diversi luoghi comuni su di loro.

The New Yorker

Abbiamo un vincitore

aprile 5th, 2011

Alla fine ha vinto l’India, battendo in finale lo Sri Lanka. La partita è stata molto bella, e anche simbolica: i leader storici delle due squadre, il cingalese Muralitharan e l’indiano Tendulkar, hanno giocato bene ma non in modo eccezionale. Superlativo è stato invece il capitano indiano Dhoni, che fa parte della generazione successiva, più muscolare, e a cui ora spetta il compito di mantenere la squadra ad alti livelli in un momento di grossi cambiamenti per il cricket.

Anche il Boston Globe si è accorto dell’evento e ha pubblicato una bella raccolta di foto (“Cricket Passion”); segnalo inoltre un lungo articolo scritto dal giornalista americano Wright Thompson, di ESPN, che è andato in India a cercare di capire cosa c’è di tanto particolare in questo sport e come mai nel subcontinente sia quasi una religione.

Cricinfo, The Big Picture, ESPN

Comunicazione di servizio

marzo 25th, 2011

Mi ha scritto il provider dicendo che tra oggi e domani alcuni schiavi provvederanno a spostare fisicamente, tra gli altri, il server che ospita questo blog.

Se vedete cose strane non preoccupatevi.

Ci risiamo

marzo 25th, 2011

I dettagli sono piuttosto fumosi, ma a quanto pare è stato arrestato un uomo che voleva portare a termine un attacco terroristico durante la Coppa del Mondo di cricket. Lo ha detto il Ministro degli Interni pakistano Rehman Malik. Non sarebbe la prima volta che il terrorismo e il cricket si incontrano: due anni fa, a Lahore, un commando armato aveva assaltato l’autobus su cui viaggiava la nazionale dello Sri Lanka.

Wire update, The Guardian

Sbadigli mondiali

marzo 7th, 2011

Come dicevo, è iniziata la Coppa del Mondo di cricket. Per il momento c’è ben poco da commentare, a parte la vittoria a sorpresa dell’Irlanda sull’Inghilterra. Per il resto, la formula stessa del torneo è una ricetta per la noia garantita: 14 squadre si affrontano per un mese intero, e alla fine solo sei vengono eliminate.

Come se questo non bastasse a garantire sbadigli a raffica, le sei squadre che saranno eliminate sono praticamente già note all’inizio del torneo, dato l’abisso che c’è tra le squadre di prima fascia e quelle di seconda.

La faccenda inizierà a farsi interessante dai quarti di finale, che cominceranno il 23 marzo. Ne riparliamo più in là, insomma.

Cricinfo

Perché gli americani non giocano a cricket

febbraio 24th, 2011

Come immagino saprete già tutti, è iniziata la Coppa del Mondo di cricket (o, come titolava qualche traduttore automatico in occasione della Coppa precedente, la Tazza del Grillo). Saprete anche che ci sono praticamente tutte le ex colonie britanniche, con l’eccezione degli Stati Uniti.

Slate prova a spiegare perché il cricket, dopo essere stato lo sport più popolare degli Stati Uniti (eh sì), è stato soppiantato dal baseball. Fondamentalmente è successo perché chi si occupava del baseball ha capito l’aria che tirava alla fine del XIX secolo e ha fondato i traveling clubs, portando il baseball ovunque e sfruttando il desiderio di unificazione, mentre il cricket è rimasto ancorato ai club regionali.

Cricinfo, The Yorker, Slate

Melius abundare

febbraio 23rd, 2011

Mentre la BBC rimane cauta su “almeno 300 morti” dall’inizio della rivolta in Libia, il New York Times pubblica un articolo su Frattini che, in Parlamento, dice che i morti sono mille.

Il Corriere della Sera e La Stampa allora vanno all-in, portando la cifra a diecimila.

BBC, NYT, Corriere.it, La Stampa.it