Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for the ‘Viaggi’ Category

Hasta luego

venerdì, febbraio 5th, 2010

Domani si parte per una settimana a Cuba. Itinerario non definito, anche se in una settimana non c’è molto da sbracare: sicuramente L’Avana, poi Trinidad. Per il resto zaino in spalla a seguire l’ispirazione del momento.

Ci risentiamo.

Boarding now

lunedì, giugno 18th, 2007

L’estate che si sta avvicinando non sarà una bella estate, per chi viaggerà in aereo: è vero che i prezzi dei biglietti stanno scendendo, ma è anche vero che i ritardi stanno aumentando. Anche il load factor, la percentuale di sedili occupati in un volo, sta aumentando ma questo non significa che ci sono in giro meno aerei, anzi: le compagnie hanno scoperto che uno dei servizi che i passeggeri apprezzano di più è la maggiore frequenza di collegamento, col risultato che molte compagnie passano a aeromobili più piccoli.

Dove prima c’era un aereo da 100 posti ogni due ore, adesso è probabile che ci siano due aerei da 50 posti, uno ogni ora. E’ evidente che questo non giova al sistema di controllo del traffico aereo, che è ormai al limite della congestione. E’ vero che si moltiplicano e si ampliano gli aeroporti esistenti, ma le vie del cielo non sono infinite.

Per chi non lo sapesse, un aereo che vola da Milano a Roma non fa una rotta diretta, ma viene incanalato in corridoi prefissati, in cui deve rispettare determinate distanze (sia verticali che orizzontali) rispetto agli altri aerei. Questo sistema potrebbe cambiare ed essere sostituito da un sistema basato sui satelliti, che consentirebbe di tagliare le curve e di volare direttamente (e in sicurezza) da Milano a Roma all’incirca su una linea retta, permettendo ad un maggior numero di voli di occupare un determinato spaizo aereo. Ma è un cambiamento che non si farà dall’oggi al domani.

Il moltiplicarsi dei voli non giova nemmeno all’ambiente, come è facilmente immaginabile. Di conseguenza è perfettamente comprensibile che l’allargamento o la costruzione di nuovi aeroporti siano osteggiati dalle associazioni ambientaliste.

Per chi fosse curioso e volesse saperne di più, l’ispirazione per questo post è arrivata dalla solita rubrica Ask The Pilot e da un approfondito survey dell’Economist (qui il primo articolo, gli altri seguono e sono segnalati nel box a destra).

Ask The Pilot, Economist

"A filthy lobby and no place to sit"/2

venerdì, giugno 15th, 2007

Dopo la pubblicazione dell’articolo sul peggior aeroporto del mondo (ne avevo parlato), la rubrica Ask The Pilot ospita i pareri dei lettori sugli aeroporti migliori, peggiori e più bizzarri.

Personalmente il ricordo peggiore ce l’ho di Francoforte: dopo un lungo volo transatlantico ci aspettavano 4/5 ore di attesa, e il posto più comodo in cui riposare era una poltrona scarsamente imbottita e con lo schienale a 90 gradi.

Il più bello è probabilmente  quello di Punta Cana, nella Repubblica Dominicana: sostanzialmente è una grossa capanna, col tetto di paglia e senza pareti.

Non ho invece visto cose particolarmente bizzarre, tranne  all’aeroporto Rabil di Boavista, Capo Verde: la sala per il ritiro dei bagagli consiste in un corridoio con un grosso buco nel muro. Dall’altra parte del muro gli addetti aeroportuali buttano dentro i bagagli. Chi non è rapido a ritirare la valigia se la ritrova sotto a un mucchio di altri bagagli.

Questo blog non è Salon, ma se qualcuno vuole segnalare le proprie esperienze nei commenti, ben venga.

The Yorker, Salon 

"A filthy lobby and no place to sit"

mercoledì, maggio 30th, 2007

E’ stata dura, ma alla fine ce l’ha fatta: a furia di girare per il mondo, Patrick Smith di Salon ha trovato il peggior aeroporto del mondo. No, non che lo stesse cercando volontariamente.
E’ quello di Dakar, per la cronaca.

Salon 

Green-go

mercoledì, dicembre 14th, 2005

Leggendo questo resoconto di viaggio in Baja California, capisco perchÈ gli americani sono convinti che i viaggi all’estero siano poco sicuri: hanno il terrore di incontrare loro connazionali.
Update: il link era sbagliato, ora l’ho corretto. Grazie a Fu per la segnalazione
Slate