So' fumìni
giovedì, ottobre 19th, 2006Poi uno dice i luoghi comuni, però su quattro partecipanti che si sono fatti buttare fuori dai vari reality per avere smoccolato in diretta, due sono toscani.
“Le regole sono le regole”, ripeteva come un disco la Ventura con faccia da funerale, ed era chiaro che in quel momento il pensiero che altre volte i regolamenti erano stati usati come carta igienica non la sfiorava minimamente.
Il Telefilm Festival
sabato, ottobre 14th, 2006Arrivo a Milano in leggero anticipo, ma poi la ricerca di un parcheggio che non sia a pagamento mi fa arrivare al cinema in ritardo. Vado in sala 2, dove è già iniziata la prima di due puntate inedite di “Dark Angel”. Guardo Jessica Alba e penso alle parole di Gianluca Neri. Guardo uno davanti a me che continua a fotografare lo schermo e penso che sia Gianluca Neri.
In effetti lei è carina, ma non mi pare eccezionale. Le puntate sono belle; io Dark Angel non l’avevo mai visto e non sono un fanatico delle serie ambientate nel futuro, ma questa non mi dispiace.
L’evento successivo che ho acquistato è sempre in sala 2, ma per motivi tecnici non si può restare: bisogna uscire e rientrare. Scopro che questo significa percorrere un numero infinito di scale in discesa, poche rampe di meno in salita, per poi sbucare fuori. Ma non nella hall: proprio fuori, sul marciapiede di Viale Tunisia.
Vabbè, torno dentro.
Ne approfitto per una piccola colazione/pranzo, poi mi vado a sedere: mi aspettano Ally McBeal e un’anteprima: Boston Public.
Ally come sempre è bella come una principessa scandinava. In questo episodio si compra una casa e l’idraulico è Jon Bon Jovi; Richard inanella una serie di affermazioni maschiliste da sbellicarsi.
Segue Boston Public, ambientato in una high school di Boston; protagonisti il preside, il vicepreside (che assomiglia in maniera più che preoccupante a George Bush), buona parte del corpo docente e i ragazzi.
Il clichè non è nulla di nuovo: c’è l’insegante reazionario e inflessibile (uomo), c’è quello che ha più feeling con i ragazzi (donna), c’è il bulletto e quello che lo subisce, ci sono le ragazzine oche e quelle impegnate (e qui si vede il progresso: una volta quelle impegnate facevano il giornalino della scuola, ora gestiscono il sito internet). Nonostante questo clichè poco innovativo, la puntata è stata interessante, e si è dimostrata una delle cose più interessanti della giornata.
Cambio sala, e mi appresto a seguire due serie in anteprima europea, e pure in versione originale: Harsh Realm e The Lone Gunmen. Spero nei sottotitoli, ma scopro subito che la speranza è malriposta.
Spremo a fondo i miei neuroni per seguire i dialoghi in inglese, e alla fine mi pare anche di cavarmela.
Tornando alle serie, in Harsh Realm un soldato alla vigilia del trasferimento ad altra base (siamo negli USA, ai giorni nostri) viene invitato a entrare in un gioco di simulazione bellica. La sua missione è togliere dal gioco un certo Santiago, che sta facendo un po’ troppi punti. Il nostro eroe scoprirà molto presto che uccidere Santiago sarà tutt’altro che facile, soprattutto perchè ogni 5 minuti c’è qualcuno che gli scarica addosso una quantità di proiettili inimmaginabile.
Bah, mi pare un’americanata della peggior specie.
The Lone Gunmen, al di là della profezia degli sceneggiatori (un aereo civile quasi si schianta sulle torri gemelle) mi pare molto meglio. Protagonisti sono tre improbabili e attempati tizi vagamente no-global che lottano per smascherare cospirazioni, progetti di attacco alla privacy e così via. Lavorano in un laboratorio con una discreta attrezzatura elettronico-informatica, e stampano anche una newsletter (uno dei titoli cubitali: “Elvis is an alien”).
Buona dose di umorismo (per quello che sono riuscito ad afferrare), originalità dell’idea e della sceneggiatura: decisamente bello. Spero che qualcuno decida di trasmetterlo.
A questo punto ho la scelta tra la tavola rotonda sul genere poliziesco e il trittico “Buffy-Angel-Cleopatra 2525″. Dato che la prima tavola rotonda non era andata molto bene, opto per il trittico.
Buffy non mi fa impazzire, e questo episodio non fa differenza. Carino sì, ma nulla di più. Così come Angel, che di Buffy è uno spin-off. Pure questo in lingua originale, i neuroni cominciano a scricchiolare…
Cleopatra 2525 non lo vedo, perchè mi trasferisco in sala 1 dove alle 18.40 c’è l’anteprima italiana di Six Feet Under. Prima che inizi sento una ragazza accanto a me dire che quando lei lavorava a Tele+ volevano acquistarlo, ma poi qualcuno ha pensato che fosse troppo forte.
Di solito quando qualcuno la pensa così, vuol dire che il telefilm è interessante, e infatti Six Feet Under è la cosa più bella che ho visto in questa giornata.
La storia racconta di una famiglia e della loro ditta, un’azienda di pompe funebri. Già questo, soprattutto in Italia, sarebbe sufficiente a classificarlo come “forte”, ma c’è dell’altro: uno dei due figli, quello più responsabile sul lavoro, è gay ma nessuno lo sa.
La mamma invece ha fatto le corna al marito (che muore nella prima puntata) per anni, e ora è rosa dai sensi di colpa.
Insomma, ne vedremo delle belle. Ma prevedo una programmazione in seconda/terza/quarta/quinta serata…
Rimango a guardare anche I Soprano, solo per avere la conferma che la serie non mi dice niente, poi arriva il piatto forte: l’evento CSI.
Come al solito non si può restare in sala, così mi tocca ancora uscire (sempre in Viale Tunisia) e rientrare, facendo pure la coda. Questa cosa mi sembra cervellotica.
Prima di entrare vedo Gigi Vesigna e un altro tizio di cui non ricordo il nome (Oliva?) ma che vedo spesso quando si parla di TV. Poi entro, vado in bagno e nell’uscire quasi sbatto il muso contro Gary Dourdan, il bello di CSI.
Io mi siedo in un posto tutto sommato buono, lui invece sale sul palco con gli organizzatori del Festival e un’interprete. Pochi convenevoli, si parte subito con le domande del pubblico. Lui risponde in modo non banale, parla un inglese comprensibilissimo (che viene comunque tradotto dalla brava interprete) ed è decisamente simpatico. Alla fine si becca una targa di una bruttezza epocale, un bel po’ di applausi e se ne va, accalappiato subito dalla fidanzata (notevole) che per far capire l’aria che tira gli aggancia la mano e non gliela molla più.
Il messaggio alle fan è chiaro…
Viene trasmessa una puntata di CSI che si svolge tra Las Vegas e Miami, ovviamente per introdurre quella successiva, cioè CSI: Miami, lo spin-off.
Scopro così che a Miami vanno a vivere quelli che non lavorano più a NYPD Blue: i due protagonisti principali sono infatti David Caruso (ex detective John Kelly) e Kim Delaney (ex detective Diane Russell).
Niente di nuovo sotto il sole, ma entrambe le puntate scorrono via piacevolmente.
Sono stremato, oramai sono in ballo da 12 ore (senza contare la macchina), ma manca solo un appuntamento quindi mi faccio coraggio.
Si chiude con “24″, una spy-story con Kiefer Sutherland che ha una strana particolarità : ogni episodio narra le vicende che accadono in un’ora, e le narra in tempo reale (o quasi: la puntata dura 45 minuti). L’intera serie dovrebbe narrare gli accadimenti di una giornata, più precisamente il giorno delle presidenziali in California. La prima puntata racconta quello che succede da mezzanotte all’una, e devo dire che l’idea è stata sviluppata abbastanza bene. Sutherland è il direttore di un ufficio antiterrorismo, messo in subbuglio dalle minacce di attentato al candidato afro-americano alle presidenziali.
Lo scorrere “rallentato” del tempo fa sì che i vari elementi della spy-story vengano alla luce un po’ alla volta, evitando la congestione di informazioni che talvolta si riscontra in questo genere.
Un’unica annotazione: il tempo reale è, necessariamente, un po’ lento. Mettere due puntate di questo tipo alla fine della giornata, dalle 23 a mezzanotte e mezzo, vuol dire rischiare di trovarsi qualche spettatore addormentato in sala.
Ecco fatto, la giornata è finita. Di blogger non ne ho incontrati, o quantomeno non ne ho visti con magliette d’ordinanza…
Mi incammino verso la macchina, con la sensazione di aver speso bene i miei 18 euro. E con la speranza che il prossimo anno la manifestazione venga ripetuta.
I miei 31 telefilm
sabato, ottobre 14th, 2006Dopo un po’ di meditazione, qualche tentennamento e qualche ripensamento, ecco la mia hornbiana, fallibile, incompleta e non commentata (attenzione: *non commentata*, non *non commentabile*) lista dei 31 telefilm:
- Friends
- Harlem contro Manhattan (poi ribattezzato Arnold)
- Tre cuori in affitto
- Will e Grace
- I Robinson
- NYPD Blue
- La famiglia Bradford
- Ally McBeal
- Dharma e Greg
- Casa Keaton
- Scrubs
- Saranno famosi
- Sex and the City
- Cin cin
- I ragazzi del muretto
- I Jefferson
- That 70′s Show
- Mork e Mindy
- Dream on
- La Tata
- Beverly Hills 90210
- Giudice di notte
- CHiPs
- La famiglia Addams
- Agli ordini PapÃ
- Tequila e Bonetti (NON la versione italiana)
- Innamorati pazzi
- E.R.
- Batman
- I ragazzi della 3^ C
- L’uomo da sei milioni di dollari
Molto rumore per nulla
lunedì, giugno 26th, 2006Se state leggendo questo post è molto probabile che siate davanti ad un computer.
Bene.
Ora usatelo un po’: schiacciate tasti, muovete il mouse, magari fate un login.
Fa rumore?
No, certo.
Ora fate mente locale e pensate a un episodio qualunque di CSI o 24.
Bene.
Pensate a Grissom o Jack Bauer che smanettano sul computer.
Fa rumore?
Ecco.
Che razza di computer sono? Immaginate di ritoccare un’immagine in Photoshop, col computer che ad ogni filtro applicato vi spara un bip.
Oppure di sentire una specie di allarme ogni volta che sbagliate un login.
Io farei volare il PC dalla finestra dopo cinque minuti, invece questi ci fanno delle intere stagioni di telefilm.
Boh, magari sono ignorante io e questa apparente mancanza di attenzione al dettaglio ha una spiegazione. Nel caso, rendetemi edotto.
"La placenta dev'essere buona…"
mercoledì, aprile 19th, 2006Io l’avevo detto che tra South Park e Scientology (nella persona di Tom Cruise) vinceva il cartone animato.
Corriere.it
South Park strikes back
venerdì, marzo 24th, 2006Tra Scientology e South Park vince il secondo, perchÈ ha due armi che mancano all’altro: l’ironia e l’assenza di senso della misura.
Isaac Hayes viene salvato:
We shouldnÃt be mad at Chef for leaving us. We should be mad at that fruity little club for scrambling his brains
ma su Scientology non hanno piet‡.
Io, se fossi in Tom Cruise, la chiuderei qui.
Times
Any given four years
lunedì, febbraio 20th, 2006Domenica pomeriggio, sulle tre reti Rai, andavano in onda Domenica In, Quelli che il calcio e Alle falde del Killimangiaro.
Niente di strano, se non fosse che in contemporanea ci sarebbero le olimpiadi. E non olimpiadi qualunque, ma olimpiadi in Italia: un evento unico, sbandierato giustamente come una grande conquista.
Se un giorno la Rai dovesse perdere i diritti olimpici, gi‡ sento le lamentazioni levarsi al cielo, perchÈ sono un evento popolare bla bla bla la tradizione bla bla bla i telespettatori hanno il diritto bla bla bla.
E per non sparare sulla Croce Rossa, tacerÚ degli eventi troncati per far posto alla pubblicit‡ o per far posto a eventi che non sono ancora cominciati.
Visti per voi
martedì, gennaio 31st, 2006Per le serie tv americane Ë da poco finito il midseason break, tempo di bilanci e correzioni.
Una serie che seguivo con costanza era Joey, ma a quanto pare la seguivamo io e pochi altri, dato che Ë stata congelata come minimo fino al termine delle Olimpiadi (negli USA i diritti olimipici li ha la NBC, che manda in onda anche Joey). Ad annusare l’aria che tira, si direbbe che non ci sono molte speranze di veder terminare la seconda stagione. So che per molti sar‡ la giusta fine per una pessima serie ma, ripeto, a me piaceva.
Per quanto riguarda le due serie regine, Lost e Desperate Housewives (ok, non guardo 24, adesso lasciatemi finire il post e poi lapidatemi), ho l’impressione che si siano invertite le parti: se l’anno scorso era Desperate Housewives ad aprire sottotrame in continuazione, tirando le fila solo al termine, quest’anno mi pare che a Wisteria Lane i subplot si risolvano nel giro di qualche puntata mentre sull’isola di Lost stanno buttando parecchia carne al fuoco, ma senza concludere in tempi brevi.
Senza voler rivelare nulla, posso dire che nelle prime puntate di Desperate Housewives Bree Ë da applausi a scena aperta.
(continua…)
Appropriazione indebita
martedì, gennaio 17th, 2006Le marchette inserite nei telegiornali sono ormai all’ordine del giorno.
Non stupisce pi˘ di tanto, quindi, che il Tg5 di ieri abbia trasmesso un servizio sulla serie “R.I.S. – Delitti Imperfetti” che guarda caso andava in onda proprio ieri sera.
Per dare una parvenza di notizia a quella che sarebbe una semplice segnalazione di palinsesto, la redazione si Ë aggrappata al fatto che anche i francesi hanno replicato lo stesso format.
Avessero dato la notizia in questi termini, pur essendo un insulto al giornalismo vero e proprio, l’avrei anche accettata.
Ma no, hanno voluto andare oltre: il servizio sosteneva che finalmente un format italiano viene esportato all’estero.
CioË, secondo loro il pubblico italiano pensa davvero che R.I.S. sia un’invenzione italiana? E Grissom? Lo buttiamo nel cesso?
Tg5
The Italian Bob
lunedì, dicembre 12th, 2005![]()
The Simpsons. Diciassettesima stagione. Ottavo episodio. Homer e famiglia a spasso per il Belpaese.
Nello spirito della serie, luoghi comuni a palate: gente che gesticola, vino a fiumi, dolci colline, donne passionali… Alla fine la riproduzione pi˘ fedele Ë la livrea Alitalia che vedete nell’immagine.
Special guest star, in voce, Maria Grazia Cucinotta, che gi‡ era apparsa ne I Soprano. Se avete dimestichezza coi torrent, il file Ë qui.