Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for the ‘TV e spettacolo’ Category

Un gioiello estivo

giovedì, luglio 31st, 2008

Inaspettatamente, tra un telefilm e l’altro, ieri sera sono incappato in uno dei miei film preferiti: “La parola ai giurati”. Per chi non lo conoscesse, racconta di 12 giurati che devono raggiungere un verdetto unanime su un caso di omicidio volontario. La trama è semplice: all’inizio le prove a carico sembrano schiaccianti e tutti i giurati tranne uno (Henry Fonda) sono convinti della colpevolezza dell’imputato, ma pian piano questo giurato riesce a portare la giuria al verdetto unanime di non colpevolezza.

Il film è girato, a parte un paio di minuti, interamente all’interno di una sola stanza (qualcuno ha parlato di The Big Kahuna?) e i giurati non si chiamano mai per nome, tranne due che lo fanno al termine del film e all’esterno del tribunale (qualcuno ha parlato de Le Iene?). La situazione iniziale è ordinata, con la stanza fresca e i giurati con i vestiti puliti: man mano che la discussione procede e si infiamma, la stanza diventa calda, l’umidità aumenta grazie anche ad un acquazzone, i giurati fumano, si tolgono le giacche, allentano le cravatte e mostrano ampie macchie di sudore sulle camicie, e lo spazio sembra restringersi, grazie anche ad un maggior uso dei primi e primissimi piani.

Oltre a mettere a nudo i pregiudizi di classe e di razza dell’epoca (1957), il film fa un ottimo lavoro nello svelare alcuni meccanismi ben poco solidi che vengono utilizzati nei ragionamenti: l’importanza che i giurati danno ai vari elementi in gioco è variabile, e segue il desiderio di ognuno di dimostrare che i fatti si sono svolti in un determinato modo. Se ci fate caso, questo vizio è tuttora ben presente, dalle chiacchiere da bar fino ai dibattiti in Parlamento.

IMDB

La famosa precisione svizzera

giovedì, giugno 26th, 2008

Tre blackout completi, per un totale di circa 15 minuti di immagini oscurate, durante la semifinale degli Europei: qualcuno dovrà pagare per questo.

Viene proprio voglia di andarlo a vedere

venerdì, maggio 30th, 2008

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Già il sequel era stata una boiata, ora qualcuno vuole fare pure il remake (anche se la trama assomiglia di più al remake del sequel: una garanzia, insomma) di uno dei più bei thriller degli anni ’80.

L’idea è sufficientemente fastidiosa, ma la ciliegina sulla torta è la locandina che, di fatto, fa già uno spoiler.

Wikipedia

Il che spiegherebbe anche lo starnuto dell'isola

venerdì, marzo 14th, 2008

Arrivato alla sesta puntata della quarta stagione di Lost, posso dirlo: sono tutti morti. Gli attori, intendo: non è possibile che dopo tutta l’acqua che hanno riversato loro addosso, non siano ancora schiattati di polmonite.

L'aereo è caduto perché l'isola ha starnutito

martedì, febbraio 12th, 2008

Ora che è andato in onda il finale della terza stagione di Lost (su cui mi ero già espresso), mi sento di dare un suggerimento agli autori, qualora si trovassero a corto di idee:

Ben: Jack, ascoltami
Jack: manco po’ cazzo, m’hai già inchiappettato più volte
Ben: stavolta sono serio, ascoltami, è l’isola che parla
Jack: sentiamo
Ben: devi calarti le braghe e infilarti un dito… lì
Jack: e perché?
Ben: perché se non lo fai, l’occhio di Sauron si riaprirà
Jack: che cazzo dici?
Ben: ho sbagliato. Volevo dire che se non lo fai l’isola ci rimane male
Jack: e capirai
Ben: lo sai cosa succede quando l’isola ci rimane male, vero Jack?
Jack: ehm…
Ben: ti ricordi cosa è successo l’ultima volta, vero Jack?
Jack: stavolta è diverso
Ben: e perché è diverso?
Jack: boh
Ben: ah
Jack: abbiamo di nuovo perso il copione, vero?
Ben: già
Jack: chiamiamo Locke e facciamogli fare una cazzata qualunque, a lui vengono bene
Ben: ok, io intanto cerco i copioni

"Io sono un tipo liberale, molto liberty"

martedì, gennaio 22nd, 2008

Ho visto ben poco del Grande Fratello, fondamentalmente l’ho usato come riempitivo delle pubblicità in Lost. Tuttavia, alcune spigolature:

  • Pare che tutti si descrivano come semplici.
  • I guanti del cumenda li ha anche il mio colorificio di fiducia, sono molto apprezzati da imbianchini e stuccatori.
  • Ascanio sembra Bettarini.
  • Fedro sembra il nano di Fantasilandia in versione oversize.

Tutto ciò senza nulla togliere a Dave, che immagino (grazie, firewall) che abbia già dato il meglio di sé sull’argomento.

Wikipedia, Daveblog

Dynasty reloaded

lunedì, gennaio 7th, 2008

Circa un mesetto fa ho scoperto due telefilm: Little Mosque on the Prairie e Dirty Sexy Money. Pur piacendomi entrambi, ragionavo sul fatto che mentre il primo non avrebbe fatto presa sul mercato italiano (ne parlerò un’altra volta), il secondo sembrava fatto apposta per sbarcare sui nostri lidi.

Già dal titolo si possono intuire gli elementi principali: sesso e soldi. E i soldi sono davvero tanti, tanti in modo quasi ridicolo, e concentrati nelle mani della famiglia Darling, che impera su New York. In realtà il protagonista principale è Nick George, figlio dell’avvocato dei Darling e avvocato a sua volta, che alla morte del padre diventa il legale di famiglia.

Soldi e dinastie hanno da sempre successo in Italia, da Dallas e Dynasty passando per Beautiful e arrivando a Vivere, tralasciando l’attaccamento morboso che hanno i media per le dinastie in carne e ossa (Agnelli su tutti).

Dirty Sexy Money percorre lo stesso solco, ma con una sceneggiatura più moderna e più da telefilm che non da soap-opera. I personaggi hanno le caratteristiche adatte per piacere anche da noi: il patriarca padrone dell’impero (un Donald Sutherland più in forma che mai), il procuratore lanciato in politica, l’ereditiera collezionista di mariti e i due gemelli scapestrati, ricalcati grosso modo su Paris Hilton e Pete Doherty.

Insomma, come dicevo ragionavo sul fatto che se fossi dirigente di una rete televisiva farei il possibile per acquistare questa serie.

Mentre ero lì che ragionavo, su Fox è passato il trailer di Dirty Sexy Money, in arrivo a gennaio. Ora vediamo se le mie supposizioni erano corrette. Posseduto dallo spirito di Nostradamus, mi spingo a dire che anche sulle reti in chiaro farebbe la sua porca figura.

Wikipedia

Less is more

venerdì, novembre 30th, 2007

Tralasciando per un momento l’aspetto divulgativo, su cui peraltro la blogosfera mi sembra avere un atteggiamento di superiorità e diffidenza che non capisco, lo spettacolo di ieri sera è stato importante anche dal punto di vista formale.

Ha dimostrato, cioè, che quando i contenuti ci sono per davvero non serve attaccarsi alla forma. Non serve piazzare una scenografia invadente o inventarsi inquadrature artistiche o schizofreniche.

La scenografia era semplice, Benigni stava lì in piedi, leggìo e microfono (un microfono normale, vivaddio, non il solito cotton-fioc incerottato sulla guancia) inquadrato prevalentemente di fronte, a figura intera o in primissimo piano. Perfino il pubblico era quasi di troppo.

Anche questo è un fatto nuovo nella televisione italiana, forse più di Dante in prima serata.

Sometimes you get what you want

lunedì, novembre 26th, 2007

Ieri ho finito di guardare Californication, e il finale di stagione gridava “sequel” a squarciagola. E infatti.

IMDB, Variety 

What's the point?

martedì, agosto 28th, 2007

Che senso ha sprecare energie per profumare alla camomilla la carta igienica? Non credo di farne un uso diverso da quello previsto, ma da quando la srotolo a quando è irrimediabilmente *non* profumata passeranno 5 secondi al massimo. Sbaglio qualcosa?