Da Sanremo a Seattle/2
giovedì, settembre 22nd, 2011Alex Liddi ce l’ha fatta. Giusto un paio di settimane raccontavo di come avrebbe potuto diventare il primo italiano “vero” a giocare nella MLB, e pochi giorni dopo è arrivato il debutto. Un paio di di giorni fa Liddi ha battuto il primo fuoricampo, e la sera successiva ne ha battuto un altro.
The Yorker, MLB.com, Seattle Post Intelligencer
Da Sanremo a Seattle
lunedì, settembre 5th, 2011Per la prima volta nella storia, un italiano potrebbe arrivare a giocare nella MLB, il campionato americano di baseball. A dire la verità qualcuno c’era già stato (sette in tutto) ma erano italiani per modo di dire, essendosi trasferiti in America da bambini, quasi tutti all’inizio del secolo scorso.
L’italiano in questione, invece, è Alessandro Liddi, nato e cresciuto a Sanremo. La storia è semplice: dopo essersi messo in mostra nelle giovanili dell’Italia, Liddi è stato messo sotto contratto dalla squadra di Seattle quando aveva 17 anni, e tuttora fa parte dell’organizzazione dei Mariners, anche se al momento non è in prima squadra ma nei Tacoma Rainiers, la squadra satellite che gioca nel livello immediatamente sotto alla MLB.
Però dal 1° settembre il regolamento MLB consente di allargare le rose, portandole dai normali 25 componenti fino a 40. Molte squadre sfruttano questa possibilità per avere qualche arma in più nella lotta per i playoff oppure per testare qualche giovane e fargli assaggiare l’atmosfera della major league. Liddi si sta comportando molto bene nei Rainiers, quindi una chiamata in prima squadra è più che probabile.
The Seattle Times
Abbiamo un vincitore
martedì, aprile 5th, 2011Alla fine ha vinto l’India, battendo in finale lo Sri Lanka. La partita è stata molto bella, e anche simbolica: i leader storici delle due squadre, il cingalese Muralitharan e l’indiano Tendulkar, hanno giocato bene ma non in modo eccezionale. Superlativo è stato invece il capitano indiano Dhoni, che fa parte della generazione successiva, più muscolare, e a cui ora spetta il compito di mantenere la squadra ad alti livelli in un momento di grossi cambiamenti per il cricket.
Anche il Boston Globe si è accorto dell’evento e ha pubblicato una bella raccolta di foto (“Cricket Passion”); segnalo inoltre un lungo articolo scritto dal giornalista americano Wright Thompson, di ESPN, che è andato in India a cercare di capire cosa c’è di tanto particolare in questo sport e come mai nel subcontinente sia quasi una religione.
Cricinfo, The Big Picture, ESPN
Sbadigli mondiali
lunedì, marzo 7th, 2011Come dicevo, è iniziata la Coppa del Mondo di cricket. Per il momento c’è ben poco da commentare, a parte la vittoria a sorpresa dell’Irlanda sull’Inghilterra. Per il resto, la formula stessa del torneo è una ricetta per la noia garantita: 14 squadre si affrontano per un mese intero, e alla fine solo sei vengono eliminate.
Come se questo non bastasse a garantire sbadigli a raffica, le sei squadre che saranno eliminate sono praticamente già note all’inizio del torneo, dato l’abisso che c’è tra le squadre di prima fascia e quelle di seconda.
La faccenda inizierà a farsi interessante dai quarti di finale, che cominceranno il 23 marzo. Ne riparliamo più in là, insomma.
Cricinfo
Perché gli americani non giocano a cricket
giovedì, febbraio 24th, 2011Come immagino saprete già tutti, è iniziata la Coppa del Mondo di cricket (o, come titolava qualche traduttore automatico in occasione della Coppa precedente, la Tazza del Grillo). Saprete anche che ci sono praticamente tutte le ex colonie britanniche, con l’eccezione degli Stati Uniti.
Slate prova a spiegare perché il cricket, dopo essere stato lo sport più popolare degli Stati Uniti (eh sì), è stato soppiantato dal baseball. Fondamentalmente è successo perché chi si occupava del baseball ha capito l’aria che tirava alla fine del XIX secolo e ha fondato i traveling clubs, portando il baseball ovunque e sfruttando il desiderio di unificazione, mentre il cricket è rimasto ancorato ai club regionali.
Cricinfo, The Yorker, Slate
L’urna de’ forti
mercoledì, dicembre 29th, 2010Gli inglesi vincono The Ashes, ed è la prima volta in 24 anni che riescono a farlo da detentori dell’urna (sì, sto parlando di cricket).
BBC
Sweet torture
giovedì, novembre 4th, 2010Alla fine San Francisco ha vinto le World Series, battendo i Texas Rangers e lasciando loro solo una partita. I lanciatori dei Giants sono stati ottimi come sempre ma stavolta anche i battitori hanno dato una mano. La “tortura”, intesa come la sofferenza patita dai tifosi a fronte di vittorie spesso risicatissime, stavolta non c’è stata.
Ieri la squadra è rientrata alla base e a San Francisco hanno fatto una festa come non se ne vedevano da decenni. Ed è comprensibile, dato che da quando la squadra si era spostata da New York a San Francisco (nel 1954) non aveva ancora vinto il campionato.
New York Times
Un po’ come Bodini
lunedì, settembre 27th, 2010E’ iniziata la regular season della NFL, anzi per dirla tutta siamo già alla terza settimana. La situazione della rosa degli Steelers è un po’ particolare: il quarterback titolare Ben Roethlisberger è squalificato per le prime quattro giornate, inoltre uno dei quarterback di riserva (infortunato) era stato lasciato andare per far posto a un difensore.
Dei due quarterback rimasti uno si è fatto male durante la seconda partita, così è toccato al veterano Charlie Batch il compito di reggere la baracca. Anche la storia di Batch è particolare: nato nei dintorni di Pittsburgh, va a debuttare a Detroit dove per quattro anni gioca titolare; gioca anche piuttosto bene ma è un po’ troppo portato per gli infortuni, e quando nel 2001 la squadra di Detroit viene rivoluzionata, il buon Charlie viene tagliato.
La rivoluzione ha anche portato a Pittsburgh Kevin Colbert, che nel 1998 faceva l’osservatore per Detroit e che aveva pescato dal draft proprio Charlie Batch. Per farla breve, gli Steelers offrono a Batch un contratto come giocatore di rimpiazzo, e lui accetta. Gioca poco ma quando gioca è incisivo; questa capacità, oltre al fatto di essere nativo dell’area di Pittsburgh, ne fanno un idolo dei tifosi.
Tornando a quest’anno, gli Steelers hanno vinto le prime tre partite giocate, di cui una e mezzo per merito di Batch. Vedremo cosa succederà alla quinta giornata, quando terminerà la squalifica di Roethlisberger. Verosimilmente, Batch tornerà a fare il rimpiazzo e a godersi la stima dei fan.
Wikipedia, Steelers.com
A casa, per ora
venerdì, settembre 3rd, 2010In attesa che Scotland Yard completi le indagini, l’ICC (il corrispondente della FIFA per il cricket) ha deciso di sospendere i tre giocatori pakistani coinvolti nello scandalo delle scommesse truccate. Il trucco sta nel favorire determinati eventi, che vengono messi nel giro delle puntate dai bookmaker. E’ come se nel calcio qualcuno scommettesse sul fatto che nel primo minuto di gioco ci sarà una rimessa laterale.
E l’esempio non è campato in aria: un anno fa l’ex attaccante del Southampton Matt Le Tissier dichiarò di aver calciato deliberatamente la palla verso la linea laterale subito dopo aver battuto il calcio d’inizio, in modo da vincere la scommessa che lui stesso aveva piazzato. Solo che un compagno, ovviamente ignaro della scommessa, ha salvato la palla e Le Tissier è stato costretto a correre e partecipare all’azione in modo da buttarla finalmente fuori e limitare i danni.
Questo genere di scommesse, effettuate su eventi marginali, si chiama spot-fixing. Data la natura degli eventi, questi ultimi sono facilmente manipolabili dai protagonisti ed è estremamente difficile capire se qualcuno sta barando.
Cricinfo, BBC News, Cricket.co.uk
Peccato che Maradona abbia smesso
mercoledì, agosto 4th, 2010Pare che i NY Cosmos, alfieri della prima infatuazione statunitense per il calcio, stiano per rinascere.
Wikipedia, NY Times
