<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Yorker 2 &#187; Racconti</title>
	<atom:link href="http://www.webbingplan.com/yorker/category/racconti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.webbingplan.com/yorker</link>
	<description>Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Jul 2010 07:52:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Raccontando il jazz</title>
		<link>http://www.webbingplan.com/yorker/2005/11/raccontando-il-jazz/</link>
		<comments>http://www.webbingplan.com/yorker/2005/11/raccontando-il-jazz/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2005 06:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andreatassi.net/yorker/?p=38</guid>
		<description><![CDATA[Della mia passione per il jazz avevo giâ€¡ parlato. Ora ne scrive la mia pusher di racconti. Soffio di libertâ€¡ La cittâ€¡ si sta lentamente spegnendo. Umida di pioggia e di malinconia. E in un angolo, laggiË˜, lontano dagli schizzi di fango e di chiasso, in una nicchia che protegge dal mondo, qualcuno fa jazz. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della mia passione per il jazz <a href="http://www.theyorker.net/archives/2004/04/post_csf_chisse_1.html">avevo giâ€¡ parlato</a>.<br />
Ora ne scrive la mia <a href="http://www.theyorker.net/archives/2004/04/raccontando.html">pusher di racconti</a>.</p>
<h4>Soffio di libertâ€¡</h4>
<p>La cittâ€¡ si sta lentamente spegnendo.<br />
Umida di pioggia e di malinconia. E in un angolo, laggiË˜, lontano dagli schizzi di fango e di chiasso, in una nicchia che protegge dal mondo, qualcuno fa jazz.<br />
Se vi siete mai chiesti esiste lÃ­anima?, allora guardate quel nero laggiË˜. Il suo sax tenore si illumina nella luce fredda dei lampioni, e vibra incandescente tra le sue mani tozze; cosÃ­Ã‹ che lo fa vivere? Pensate che sia saliva? Liquido ghiandolare comune a tutti i mortali? No. Quella che il nero vi sputa dentro Ã‹ anima. La sua anima. Che sÃ­infila nellÃ­ancia, che si insinua tra i tasti aperti e chiusi dalle dita frenetiche, che sbuca dallÃ­enorme foro buio come la notte, splendente come un abbaglio di luce. LÃ­anima, la sua anima, Ã‹ diventata note. Note che veleggiano nellÃ­aria, libere, uniche. Note che non ritorneranno mai nello stesso ordine, con la stessa vibrazione in una melodia sempre uguale, sempre diversa. Note che oscillano, si librano in giravolte, arzigogolano, spiccano un salto, si schiantano a terra. Note che riempiono le orecchie e i cuori di chi le sfiora.<br />
Se quello di quel nero Ã‹ solo liquido ghiandolare, signori, allora che si veneri la saliva, e il fiato, e le dita. Siano costruiti altari per loro, siano accesi ceri, perchÃˆ quella saliva Ã‹ divina. EÃ­ immortale. EÃ­ libertâ€¡. EÃ­ jazz.</p>
<p>Emanuela Ricci<br />
Â© Tutti i diritti riservati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webbingplan.com/yorker/2005/11/raccontando-il-jazz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
