Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for the ‘Politica’ Category

CSI: Karachi

mercoledì, ottobre 24th, 2007

Dice il Los Angeles Times che i mandanti degli attentati contro Benazir Bhutto saranno difficilmente consegnati alla giustizia. Oltre a problemi legati alla possibile accondiscendenza di ambienti governativi verso gli attentatori, ci sono problemi legati ai metodi investigativi: sulla scena del crimine sono passate centinaia di persone, compresi quelli che hanno deciso di prendere pezzi qua e là come souvenir.

La macchina della Bhutto è rimasta incustodita per diverse ore, ad esempio.

latimes.com

Bentornato!

martedì, settembre 11th, 2007

Nawaz Sharif rientra in Pakistan dopo otto anni di esilio, per contrastare l’attuale premier  Musharraf. Dopo poche ore viene impacchettato e rispedito a Riad.

Incidentalmente faccio notare che se la proposta di Beppe Grillo sull’ineleggibilità dei condannati fosse applicata in Pakistan, né Sharif né la leader dell’altra fazione di opposizione (Benazir Bhutto) potrebbero sedersi in Parlamento.

Economist, La Stampa

Primo: caricare. Secondo: puntare

lunedì, agosto 27th, 2007

Bossi spiega quali sono i famosi 5-6 step dello sciopero fiscale, in seguito declassificato a protesta.

La Stampa.it

Soldi sporchi

martedì, agosto 21st, 2007

Bella inchiesta di Loretta Napoleoni su La Stampa di ieri. La lotta all’impero finanziario di Al Qaeda non ha dato grandi risultati, è stata impostata male e non si vede nulla di buono all’orizzonte.

Interessante anche il fatto che un articolo così lungo venga pubblicato online: sarà la programmazione agostana.

La Stampa.it

Le statistiche di Trilussa

lunedì, aprile 23rd, 2007

In Francia il 50% degli attuali candidati alla presidenza è di sesso femminile. Il 100% ha meno di 55 anni. Ogni confronto con l’Italia è un colpo sparato sulla Croce Rossa.

Richiudere il vaso di Pandora

martedì, marzo 20th, 2007

Negli Stati Uniti potrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi nuove tariffe per le web radio, cioè un nuovo calcolo delle royalties che i broadcaster devono pagare alle case discografiche per la messa in onda dei brani; se così fosse, e se la proposta del Copyright Royalty Board non venisse alterata, la maggior parte delle web radio potrebbe chiudere. E anche i servizi simili, tipo il favoloso Pandora.

La proposta, infatti, prevede il passaggio dalla tassazione attuale, calcolata in percentuale sui ricavi, ad una tassazione un tanto a canzone e un tanto ad ascoltatore. E, come se non bastasse, con un minimo di 500 $ per canale. Siti come Pandora, che consentono ad ogni utente di creare i propri canali (fino a 100), si troverebbero a dover corrispondere cifre assurde e verosimilmente non sostenibili.

Lo sgancio completo tra la tecnologia di trasmissione in rete e il modello di calcolo delle tariffe è evidente. D’altronde nel Congresso ci sono persone come il Senatore Stevens, che in un discorso sulla neutralità della rete definisce internet “a series of tubes”.

I paralleli che si possono tracciare con la situazione italiana sono numerosi e poco incoraggianti.

Business Week, Radio and Internet Newsletter, Public Knowledge

It takes two, baby

giovedì, febbraio 22nd, 2007

Ieri sera, tra gli analisti del “perché è successo?” (in opposizione a “cosa accadrà?”) c’era la tendenza a sostenere che se anche Rossi e Turigliatto avessero votato a favore della mozione la maggioranza non sarebbe stata raggiunta. Questi analisti davano quindi la colpa del fallimento al mancato voto favorevole di alcuni senatori a vita.

Facciamo due conti, partendo dalla tabella tratta dal resoconto stenografico della seduta:

Senatori presenti 319
Senatori votanti 318
Maggioranza 160
Favorevoli 158
Contrari 136
Astenuti 24

I favorevoli sono stati 158: se Rossi e Turigliatto avessero votato a favore si sarebbe arrivati a 160, rendendo irrilevante il voto dei senatori a vita. Evitiamo quindi di pomparla tanto con ‘sti vecchietti: non è da loro che ci si dovrebbe attendere sostegno.

Update: mi hanno fatto notare che l’analisi fin qui fatta parte da un presupposto sbagliato, quindi non tenetene conto. Vedere l’errata corrige. Quello che segue è invece sempre valido.

Per me si può anche andare di nuovo alle elezioni ma, vi prego, non con questa legge elettorale. Dice: ma il Paese è spaccato a metà. E allora? E’ più facile cambiare lo schieramento del Paese o la legge elettorale? Vogliamo dare stabilità al Governo o aspettiamo con pazienza che gli elettori siano divisi meno equamente? Che si faccia un governo di larghe intese, che si approvi una legge elettorale decente e poi ripartiamo.

Infine, a costo di passare per ingenuo o idealista, continuo a chiedermi perché l’opposizione non ha votato a favore della mozione, dato che quello schieramento è d’accordo con il rifinanziamento della missione. Voglio dire: so bene perché hanno votato contro, ma continuo a ritenerlo un atteggiamento infantile e scorretto. Lo scopo di chi sta in Parlamento non dovrebbe essere quello di far cadere il Governo (o, dall’altra parte, di sostenerlo oltre ogni logica) ma quello di agire per il bene del Paese, approvando le mozioni che si giudicano positive e respingendo quelle negative. Se io eleggo Tizio perché, tra le altre cose, so che sostiene l’intervento in Afghanistan, mi aspetto che in Parlamento voti in coerenza con questa idea.

Invece ieri l’unica coerenza di cui parlava l’opposizione, plaudendola, era quella di Rossi e Turigliatto. Sulla propria, di coerenza, non una parola.

Senato.it

Forma e sostanza

lunedì, gennaio 29th, 2007

L’accozzaglia di esternazioni su PACS e unioni di fatto mostra una fotografia molto chiara della politica italiana: si discute di come deve essere presentata la legge, di chi la deve presentare e di come verrà percepita dalla gente, ma guai a parlare della sostanza.

Ritengo inconcepibile che una persona o uno schieramento non votino a favore di una legge solo perché è stata presentata da un avversario. Inconcepibile e profondamente infantile.

Entrando nel merito, invece, mi pare che i PACS siano una mossa altamente ipocrita per eludere il problema del matrimonio omosessuale. Un sistema per garantire i giusti diritti alle coppie esiste, ed è il matrimonio; chi sostiene che i PACS siano una forma light di matrimonio (dandone una connotazione negativa) ha ragione: a fronte di minori doveri non possono corrispondere uguali diritti.

Il problema è che il matrimonio non è accessibile a tutti: chi vuole divorziare per risposarsi si trova davanti parecchi ostacoli, seppur superabili, mentre per gli omosessuali gli ostacoli sono invalicabili.

E allora si dia il diritto di sposarsi anche agli omosessuali, e nessuno potrà più parlare di famiglia concorrenziale, dato che difficilmente uno mollerà la fidanzata per sposarsi col panettiere.

Sto parlando ovviamente del matrimonio civile: chi vuole sposarsi in Chiesa deve sottostare alle regole del Club, ed eventuali lamentele vanno rivolte al Vaticano.

La Stampa, Wikipedia

Osama who?

mercoledì, gennaio 24th, 2007

Il New York Times analizza, con una grafica molto interessante e completa, la frequenza delle parole pronunciate da Bush nei vari discorsi sullo stato dell’Unione, dall’insediamento ad oggi. Terror e Iraq sparigliano il banco, con tanti saluti alla politica interna.

New York Times 

La politica che insegue la tv

martedì, gennaio 23rd, 2007

Un presidente nero? Avevamo già David Palmer.

Un presidente donna? Avevamo già  Mackenzie Allen.

New York Times, WikipediaÂ