Tango/1
mercoledì, novembre 12th, 2008Quest’anno ho deciso di non farmi mancare niente e di buttarmi in attività mai provate prima: a giugno è stata la volta del rugby, a settembre quella del tango. Non essendomi frantumato le ossa nel tentativo di placcare Franchino Properzi e altri di stazza similare, ho deciso di provare a disarticolarmi le rotule sulle note dei Gotan Project. Complici alcuni blogger piacentini, che non nominerò nell’attesa di capire se meritino un elogio o una maledizione, ho fatto una sorpresa alla metà e siamo andati ad una lezione di prova.
Lezione di prova a cui ne sono seguite altre, meno di prova ma ugualmente imbarazzanti.
Prima lezione. Gli otto passi base, o salida basica. Figo, si mastica pure un po’ di spagnolo. “Maschi, seguite me e fatelo da soli”: fantastico, mi sento già un tanguero. “Femmine, seguite lei e fatelo da sole”: ottimo, anche la metà ha già l’espressione ispirata. “Ora mettetevi in coppia e fatelo insieme”: un delirio; sembriamo un branco di zombie che una mano sadica ha voluto incollare a coppie. Volano accuse reciproche di incapacità , stanno per entrare i divorzisti. A questo punto i maestri ci mostrano di nuovo la salida basica, stavolta in coppia. Fantastica, sensuale. La eseguiamo di nuovo noi, convinti – ora che l’abbiamo vista – di aver capito come replicare la sensualità . Ci guardiamo allo specchio: sembra che stiamo giocando a Mondo.
 (seguiranno altre puntate, ahimé)
Usability anni '90
martedì, settembre 9th, 2008A volte mi chiedo se lo facessero apposta. Sorvolando (per brevità , non perché non meritino di essere messi alla gogna) sugli altri difetti dell’interfaccia del software che sto utilizzando in ufficio, la cosa più irritante è dover cercare di entrare nella mente del programmatore. Gli status alternativi “A” ed “E” stanno per Annullata/Esistente o Attiva/Eliminata?
Potevo rimanere offeso
lunedì, agosto 11th, 2008
Rientro dal pranzo e questo è quello che rimane della porta dell’ufficio. E’ esplosa così, senza nessun motivo apparente, dato che la stanza era deserta e nessuno l’ha mossa. Io ero uscito da pochi istanti, o almeno così mi hanno riferito. I vetri non sono arrivati fino alla scrivania, ma l’infarto sarebbe stato assicurato.
It's been a while
martedì, giugno 24th, 2008Mentre non aggiornavo il blog, succedevano altre cose. A titolo esemplificativo e non esaustivo, ho fatto una sorpresa alla metà portandola a visitare la caserma dei pompieri, ho tinteggiato la facciata interna di casa, ho guardato il cricket su Sky (commentato in italiano), ho installato QuickSilver e Firefox 3 e ho fatto la mia prima partita a rugby. Sono ancora tutto intero.
Stavi dicendo?
lunedì, giugno 9th, 2008
Così si presentava il cielo ieri, dopo che qualcuno aveva fatto l’improvvida affermazione “Beh, forse si poteva apparecchiare anche all’aperto”.
Qualche secondo dopo si è alzato il vento, sono volati gli ombrelloni e si sono aperte le cateratte del cielo.
Se il buongiorno si vede dal mattino
martedì, aprile 15th, 2008Questa mattina ho perso per un soffio il treno, e quello successivo era in netto ritardo. Tra i due ho fatto colazione, e il bar aveva finito le brioche. Ho viaggiato in piedi.
Questa legislatura comincia molto male.
Movin' on up
lunedì, marzo 31st, 2008Sto traslocando. No, il blog resta dov’è, sono proprio io che mi sposto. Una settimana (and counting) di lavori forzati mi fa vedere in una nuova luce la migrazione dei commenti da Blogtype a WordPress.
Anni difficili
domenica, marzo 9th, 2008Mio nonno è una brava persona, non farebbe del male a nessuno. Per cui capirete il mio stupore quando ho scoperto che anni fa, potendo, avrebbe ucciso un uomo.
E non per disgrazia o nell’impeto del momento, ma scientemente.
Erano, l’avrete immaginato, gli anni della II guerra mondiale, e mio nonno stava tornando dal lavoro in bicicletta. Abitava in campagna e lavorava a Piacenza, e allora la bicicletta era forse più importante di quanto non sia la macchina oggi, data la pressoché totale assenza dei mezzi pubblici.
Arrivato al paese, si trovò di fronte un gruppo di repubblichini locali in fuga e in cerca di mezzi di trasporto, e uno di questi gli ordinò di dargli la bicicletta. Mio nonno cercò di protestare, ma di fronte alla minaccia del fucile decise di consegnare il mezzo.
La situazione era grigia: niente bicicletta niente lavoro, e niente lavoro niente stipendio. Fortunatamente il meccanico del paese decise di dargli una bicicletta, con l’accordo che gliel’avrebbe pagata quando avesse potuto.
Poco tempo dopo arrivarono gli americani e i partigiani, e mio nonno chiese che gli dessero un fucile: voleva andare a trovare il repubblichino che gliel’aveva sequestrata, e farlo fuori. Fortunatamente nessuno acconsentì alla richiesta: magari se l’avesse fatto io non sarei esistito.
Con gli occhi di oggi è una barbarie e, ripeto, mio nonno non è un pazzo criminale, il che mi fa pensare che per quanto ci sforziamo, noi non riusciamo a capire appieno la situazione particolare di quegli anni.
Come i treni a vapore…
domenica, febbraio 24th, 2008Dopo una piacevole e lunga sosta in the middle of nowhere, il treno su cui mi trovo ha finalmente deciso di riprendere il cammino. Prontamente, un annuncio ci ha informati che il treno effettuerà una decina di fermate straordinarie.
Da quanto ho capito, il treno locale (scusate, Regionale) che ci precedeva è svampato, e noi lo sostituiamo degnamente, dopo aver imbarcato i supersititi. Allegria.
Just in time
lunedì, dicembre 24th, 2007Meno affanno del solito, quest’anno: sono le 17:43 e ho già tutti i regali impacchettati. Ora una doccia e poi via verso le colline dell’alto Piacentino.