Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for the ‘Personale’ Category

Sapevatelo

venerdì, luglio 10th, 2009

Ve l’avevo detto che questo blog non si aggiornerà per due settimane perché andrò a zonzo per la Turchia? No? Beh, ora sì.

Ah, ecco

venerdì, giugno 12th, 2009

Il fumo di cui parlavo ieri su Twitter derivava dall’incendio della discarica di Borgoforte.

Piacenzasera.it

Coming out

venerdì, aprile 3rd, 2009

Non dobbiamo più nasconderci, ora possiamo uscire dall’armadio. Dopo che siamo stati sdoganati dal New York Times, che ci ha dedicato l’articolo principale dell’homepage, possiamo dirlo a tutti: giocare ai giochi da tavolo non è una vergogna.

NYT

La grazia del vivere in provincia

giovedì, gennaio 22nd, 2009

Mi serve il certificato di residenza. Sul sito del Comune di Piacenza scopro che si può ottenere anche presso le Circoscrizioni. Chiamo. Non c’è il risponditore automatico, ma una persona in carne ed ossa che proclama allegramente “prontiiii”. Espongo brevemente il motivo della telefonata, e mi aspetto di essere smistato a qualcun altro; invece non è così, chi mi ha risposto mi fornisce anche le informazioni. La richiesta del certificato si fa verbalmente, e il rilascio è immediato. “Può venire mia moglie? Devo fare una delega?” “Ma che delega; la mandi e basta, tanto è una di famiglia”.

Se è un bentornato, lo apprezzo molto.

"Però a Milano sono organizzati"

giovedì, gennaio 8th, 2009

Dopo che ieri i treni hanno circolato a targhe alterne (al mattino era chiuso il passante e circolava la S3, alla sera viceversa), stamattina qualche creativo ha deciso di far passare i treni all’orario del passante ma con destinazione da S3. Probabilmente un annuncio sul treno cercava di spiegare la cosa. Dico “probabilmente” perché in realtà tutto quello che si sentiva era una serie di suoni in stile Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo.

Ah, dato che con la neve la gente tende a lasciare a casa la macchina e usare i mezzi pubblici, il treno era composto solo da 4/5 carrozze, mentre normalmente sono il doppio.

Tango/2

martedì, dicembre 9th, 2008

Come dicevo, dopo la prima lezione ce ne sono state altre. Peccato che tra la prima e le altre ci sia stato un buco di almeno tre lezioni. Così ci siamo presentati, forti di numerosi allenamenti praticati in soggiorno approfittando dell’attuale scarsità di mobilio, e pronti a sfoggiare la nostra salida basica.

I maestri fanno un riassunto delle puntate precedenti e le nostre mascelle crollano a terra: gli otto passi di base sono stati presi, tirati, allungati, modificati e decorati fino a formare una cosa che, scopriamo ora, si chiama “ocho”. Nel dubbio che la transizione fosse troppo semplice, di ocho ce ne sono due: avanti e indietro. Per semplificare ulteriormente, e andando contro la logica generale del tango che prevede che sia l’uomo a guidare, i termini avanti e indietro si riferiscono alla prospettiva della donna. Capite che ce n’è abbastanza per scappare via urlando; e invece no.

La prima difficoltà che si incontra è che la salida e l’ocho hanno i primi due passi in comune; dato che due tangueri che si rispettino non si accordano prima sulle figure, dev’essere l’uomo a far capire alla donna che cosa intende fare, tramite il linguaggio del corpo. Il che non significa, purtroppo, che si possa alzare la spalla o strizzare l’occhio come a briscola, ma che l’uomo deve muoversi in modo che la donna capisca quale figura si andrà a fare. A ben vedere la figura che andiamo a fare è sempre la stessa, ma non vorrei diventare volgare.

Una volta capito che si sta facendo questo benedetto ocho, c’è un’ulteriore difficoltà: come dicevo, gli ocho sono due, e ognuno dei due ha una sua “uscita”, e vigliacca boia se mi ricordo come si esce da uno e come dall’altro. Il risultato è che una volta impostato l’ocho tendiamo a farlo ad libitum, mentre l’occhio mi diventa sempre più vacuo nel tentativo di ripescare la giusta uscita dalla memoria. Dopo un tempo decisamente troppo lungo, dopo essere stato riportato sulla terra dalla metà (“Allora? Finiamo ‘sto passo o usciamo così dalla sala?”), e forte del 50% di possibilità di azzeccare l’uscita giusta, mi butto; contravvenendo a ogni teoria di calcolo probabilistico, 9 volte su 10 sbaglio e incappiamo nella figura di cui sopra.

Il che mi ricorda alla lontana i miei primi (e unici) tentativi di imparare a sciare: la discesa tutto sommato mi riusciva, ma mi mancava completamente la nozione dell’arresto sicuro.

(seguiranno altre puntate, compresa The One With All The Shoes)

Tango/1

mercoledì, novembre 12th, 2008

Quest’anno ho deciso di non farmi mancare niente e di buttarmi in attività mai provate prima: a giugno è stata la volta del rugby, a settembre quella del tango. Non essendomi frantumato le ossa nel tentativo di placcare Franchino Properzi e altri di stazza similare, ho deciso di provare a disarticolarmi le rotule sulle note dei Gotan Project. Complici alcuni blogger piacentini, che non nominerò nell’attesa di capire se meritino un elogio o una maledizione, ho fatto una sorpresa alla metà e siamo andati ad una lezione di prova.

Lezione di prova a cui ne sono seguite altre, meno di prova ma ugualmente imbarazzanti.

Prima lezione. Gli otto passi base, o salida basica. Figo, si mastica pure un po’ di spagnolo. “Maschi, seguite me e fatelo da soli”: fantastico, mi sento già un tanguero. “Femmine, seguite lei e fatelo da sole”: ottimo, anche la metà ha già l’espressione ispirata. “Ora mettetevi in coppia e fatelo insieme”: un delirio; sembriamo un branco di zombie che una mano sadica ha voluto incollare a coppie. Volano accuse reciproche di incapacità, stanno per entrare i divorzisti. A questo punto i maestri ci mostrano di nuovo la salida basica, stavolta in coppia. Fantastica, sensuale. La eseguiamo di nuovo noi, convinti – ora che l’abbiamo vista – di aver capito come replicare la sensualità. Ci guardiamo allo specchio: sembra che stiamo giocando a Mondo.

 (seguiranno altre puntate, ahimé)

Usability anni '90

martedì, settembre 9th, 2008

A volte mi chiedo se lo facessero apposta. Sorvolando (per brevità, non perché non meritino di essere messi alla gogna) sugli altri difetti dell’interfaccia del software che sto utilizzando in ufficio, la cosa più irritante è dover cercare di entrare nella mente del programmatore. Gli status alternativi “A” ed “E” stanno per Annullata/Esistente o Attiva/Eliminata?

Potevo rimanere offeso

lunedì, agosto 11th, 2008


Rientro dal pranzo e questo è quello che rimane della porta dell’ufficio. E’ esplosa così, senza nessun motivo apparente, dato che la stanza era deserta e nessuno l’ha mossa. Io ero uscito da pochi istanti, o almeno così mi hanno riferito. I vetri non sono arrivati fino alla scrivania, ma l’infarto sarebbe stato assicurato.

It's been a while

martedì, giugno 24th, 2008

Mentre non aggiornavo il blog, succedevano altre cose. A titolo esemplificativo e non esaustivo, ho fatto una sorpresa alla metà portandola a visitare la caserma dei pompieri, ho tinteggiato la facciata interna di casa, ho guardato il cricket su Sky (commentato in italiano), ho installato QuickSilver e Firefox 3 e ho fatto la mia prima partita a rugby. Sono ancora tutto intero.