Save the money, save the forest
martedì, agosto 12th, 2008Sia Luca Sofri che Antonio Dini hanno già segnalato l’uscita del numero estivo di Internazionale. Entrambi hanno detto che è molto bello è che vale la pena. Vero. Non hanno detto, però, che Internazionale è disponibile anche in versione PDF, a 3 euro a copia (oppure 60 euro per l’abbonamento annuale).
Un bel risparmio, anche se la soddisfazione di avere il giornale tra le mani non è trascurabile né quantificabile. La versione in PDF non permette di apprezzare il tipico sentore di patatine fritte, che chi ha letto il giornale ben conosce (non ditemi che sono l’unico).
Wittgenstein, Il Posto di Antonio, Internazionale
Aggirare l'ostacolo
giovedì, maggio 8th, 2008Tra le nuove funzionalità di Gmail c’è quella di recuperare la posta da un altro account. Che è cosa diversa dall’andare sull’altro account e impostare l’inoltro automatico. O meglio: sarebbe la stessa cosa, solo che molti account non prevedono l’inoltro automatico. Non male.
GmailÂ
Anche il correttore ortografico non se la passa bene
lunedì, aprile 14th, 2008L’edizione online de La Stampa, il cui server sta evidentemente collassando sotto i clic curiosi di chi vuole già sbirciare le proiezioni, espone il seguente cartello:
Per motivi di intenso traffico il sito è malfunzionante
L’inglese è una lingua concisa, lo sappiamo; ma sappiamo anche che qui da noi si parla italiano, e sebbene esista il sostantivo “malfunzionamento”, l’aggettivo “malfunzionante” non esiste.
La Stampa.it
Test di mobilitÃ
sabato, dicembre 8th, 2007In questo periodo sono in fase di sperimentazioni: questo post lo sto scrivendo usando operamini e la connessione wlan del telefonino.
Nel boschetto
lunedì, dicembre 3rd, 2007Il Castello e la connessione fantasma
martedì, novembre 20th, 2007Alcuni blogger milanesi sono andati al Parco Sempione a provare la connessione wireless gratuita, orgoglio tecnologico del Comune di Milano. Pare che non vada tanto bene. Anzi, togliete pure “tanto bene”. Se avrò tempo e voglia, ci proverò anch’io.
Wolly Weblog, LastKnight, DElyMyth
Si saranno confusi con Sparrow
lunedì, maggio 21st, 2007La Stampa riporta la notizia dell’imminente apertura di The Video Bay. Naturalmente non può mancare la metafora piratesca, ma giuro che il Silver Jack non l’ho mai sentito. Ho sempre pensato, e Wikipedia mi conforta, che l’insegna dei pirati si chiamasse Jolly Roger.
La Stampa, The Video Bay, Wikipedia
Però qui aspettiamo ancora i telefilm
martedì, aprile 3rd, 2007Come previsto, è arrivato l’annuncio di EMI e Apple: a breve si potranno scaricare dall’iTunes Music Store brani non protetti da DRM e con una qualità più elevata (256 Kbs invece di 128) di quelli finora disponibili.
There is no such thing as a free lunch, dicono gli anglosassoni, e infatti questo tipo di canzoni costerà un po’ di più ($1.30 in USA).
WiredÂ
Richiudere il vaso di Pandora
martedì, marzo 20th, 2007Negli Stati Uniti potrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi nuove tariffe per le web radio, cioè un nuovo calcolo delle royalties che i broadcaster devono pagare alle case discografiche per la messa in onda dei brani; se così fosse, e se la proposta del Copyright Royalty Board non venisse alterata, la maggior parte delle web radio potrebbe chiudere. E anche i servizi simili, tipo il favoloso Pandora.
La proposta, infatti, prevede il passaggio dalla tassazione attuale, calcolata in percentuale sui ricavi, ad una tassazione un tanto a canzone e un tanto ad ascoltatore. E, come se non bastasse, con un minimo di 500 $ per canale. Siti come Pandora, che consentono ad ogni utente di creare i propri canali (fino a 100), si troverebbero a dover corrispondere cifre assurde e verosimilmente non sostenibili.
Lo sgancio completo tra la tecnologia di trasmissione in rete e il modello di calcolo delle tariffe è evidente. D’altronde nel Congresso ci sono persone come il Senatore Stevens, che in un discorso sulla neutralità della rete definisce internet “a series of tubes”.
I paralleli che si possono tracciare con la situazione italiana sono numerosi e poco incoraggianti.
Business Week, Radio and Internet Newsletter, Public Knowledge
Fermate il web, o almeno le animazioni
martedì, marzo 20th, 2007Le immagini in movimento sono il male. Questo si è sempre detto nei corsi di webdesign, questo ha sempre sostenuto il guru Jakob Nielsen. In vari alertbox del 1996, 1999 e 2005 venivano demonizzate prima le gif animate e il tag marquee e poi la loro naturale evoluzione, cioè le animazioni Flash.
Ora, non è che tutto quello che dice Nielsen vada preso per oro colato, anzi il buon Jakob ha la tendenza a comportarsi da gesuita del web, però un fondo di verità c’è: onestamente le immagini in movimento danno fastidio, quando sono inserite in un contesto di pagina statica. E’ come se al cinema ci fosse uno che corre avanti e indietro sotto allo schermo brandendo uno striscione: il film lo vedi lo stesso, ma ti viene voglia di sparare al tizio.
Allora com’è che la maggior parte dei siti big sembra un palazzo di Times Square? Sta a vedere che filmati e animazioni danno fastidio solo a me, e al prossimo giro mi troverò ad agitare il bastone contro i giovani d’oggi.
Useit.com