Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for the ‘Giornali’ Category

I fatti mi cosano

mercoledì, settembre 19th, 2012

Luca Sofri non ha mai fatto mistero della sua giusta fissazione per il fact-checking. Da quando è nato Il Post, poi, l’argomento è stato affrontato diverse volte, anche se solo dal punto di vista metodologico.

Ora invece, a seguito di un’intervista in cui Angelino Alfano spara statistiche a casaccio, al Post hanno deciso di fare sul serio e hanno pubblicato un bell’articolo in cui smontano punto su punto le percentuali citate (per modo di dire, dato che la fonte di queste fantomatiche statistiche non viene riportata) da Alfano e riportate dal Giornale.

I cinici diranno (anzi, hanno già iniziato: basta leggere i commenti sul Post) che non serviva un’indagine per scoprire che il segretario del PdL è un cazzaro. Tuttavia il punto non è questo, nemmeno lontanamente: il punto è che in Italia non c’è nessun giornale che svolge questa attività; le dichiarazioni vengono sempre prese per buone e, al massimo, vengono sottoposte all’altra parte politica per una controdichiarazione.

Il Post, Il Giornale

“Sono stati gli americani”

martedì, settembre 11th, 2012

Un anno fa, in occasione del decimo anniversario dell’undici settembre, Slate pubblicò un lungo reportage sulle teorie cospirazioniste, smontandole una per una. Vale la pena ricordarlo.

Slate

Letture pendolari

lunedì, settembre 10th, 2012

Articoli interessanti che ho letto di recente:

  • La storia dello schiavo che, al seguito (forzato) di Magellano, è stato il primo a circumnavigare la Terra (The Awl)
  • Un articolo sulla compravendita di recensioni online (New York Times)
  • ESPN: da semplice canale televisivo a impero multimediale (Business Week)
  • Un racconto, da brividi per più di un motivo, dei checkpoint israeliani visti dalla parte dei soldati che li gestiscono (Boston Review)
  • La vendita di armi negli Stati Uniti: una giornalista è stata dietro al bancone per un po’ di tempo e racconta l’esperienza (GQ)

Si tratta in tutti i casi di articoli più lunghi del normale, ma generalmente vanno più che bene per il tragitto casa-lavoro. Buona lettura.

Fidel, my dear hermano

giovedì, maggio 31st, 2012

Avete mai sentito parlare del Comandante Yankee? E di El Americano? Io no e, per inciso, sono la stessa persona che risponde al nome di William Alexander Morgan. Si tratta, come forse avrete intuito, di un cittadino statunitense che ha combattuto al fianco di Castro (o meglio, non proprio: Castro era nella Sierra Maestra mentre Morgan era sui monti Escambray) durante la rivoluzione cubana.

Una vita appassionante, che se l’avesse scritta uno sceneggiatore di Hollywood sarebbe sembrata esagerata: fughe da scuola, piccoli crimini, legami con la mafia, spie, doppi e tripli giochi, atti di eroismo e storie d’amore e di passione.

Il New Yorker ne ha scritto una sorta di biografia condensata, uno di quegli articoli belli, lunghi, approfonditi e scritti bene che, da soli, valgono il prezzo dell’abbonamento. In questo caso poi è disponibile gratuitamente per tutti, quindi tanto meglio. Per chi vuole approfondire c’è anche la biografia vera e propria: The Americano, di Aran Shetterly (disponibile per il Kindle su Amazon).

New Yorker, Amazon.com

No service, no tip

martedì, agosto 2nd, 2011

Capisco (si fa per dire) la frenesia dei giornali nel voler arricchire la notizia, però francamente non si capisce perché David Cameron avrebbe dovuto lasciare la mancia a una cameriera che gli ha detto che era troppo occupata per servirlo. Poi vorrei anche vedere chi, anche se servito regolarmente, lascia la mancia per due cappuccini e un caffè.

The Telegraph, La Stampa

Il Grand Tour alla cinese

giovedì, aprile 14th, 2011

I cinesi stanno scoprendo il turismo, e stanno arrivando anche in Europa. Per ora ci sono pochissimi viaggiatori individuali e molti tour organizzati (molto organizzati). Il New Yorker ha spedito un giornalista in uno di questi tour, e ne ha fatto un ottimo articolo.

Ne viene fuori, è non è certo una sorpresa, che i luoghi comuni e gli stereotipi sugli europei abbondano, e non è certo il turismo di gruppo che li farà scomparire. Dall’altro lato, un gruppo di cinesi raccontato dall’interno fa svanire diversi luoghi comuni su di loro.

The New Yorker

Melius abundare

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

Mentre la BBC rimane cauta su “almeno 300 morti” dall’inizio della rivolta in Libia, il New York Times pubblica un articolo su Frattini che, in Parlamento, dice che i morti sono mille.

Il Corriere della Sera e La Stampa allora vanno all-in, portando la cifra a diecimila.

BBC, NYT, Corriere.it, La Stampa.it

La cacciatrice di refusi

giovedì, gennaio 20th, 2011

Se anche voi tendete a saltare sulla sedia per ogni accento utilizzato male, per ogni apostrofo fuori posto, e più in generale per ogni piccolo errore che trovate a video o su carta, allora vi consiglio un articolo di Lori Fradkin che spiega cosa significa essere una copy editor.  Ne riporto solo un breve passaggio:

Once you train yourself to spot errors, you can’t not spot them. You can’t simply shut off the careful reading when you leave the office. You notice typos in novels, missing words in other magazines, incorrect punctuation on billboards.

Una precisazione: non sono copy editor ma per qualche motivo (forse la genetica, dato che mia mamma è correttrice di bozze) sono particolarmente portato a beccare gli errori. Naturalmente in questo post me ne sarà sfuggito qualcuno e farò una bella figura di palta.

The Awl

C’era un ragazzo

venerdì, novembre 12th, 2010

Qualche settimana fa, quando ancora non si era spenta l’eco per il video “collateral murder”, Wikileaks ha pubblicato i diari di guerra. Nell’occasione si è parlato molto della figura del fondatore, Julian Assange. Su di lui, poco tempo prima, la rivista New Yorker aveva pubblicato un ottimo articolo/intervista/biografia.

Ma c’è un altro lato della medaglia. C’è qualcuno che quei diari li ha fatti trapelare. C’è un soldato che ha tradito un’istituzione dalla quale, a sua volta, si sentiva tradito. Quel soldato si chiama Bradley Manning e al momento aspetta di essere processato. Il mensile This Land è andato nella città natale di Manning per ricostruire la storia di questo ragazzo.

Oh, Calcutta!

martedì, settembre 14th, 2010

Che nel giornalismo anglosassone sia più presente l’inchiesta condotta in proprio, rispetto ai rilanci di agenzie, non è certo una novità. Un sottogenere del giornalismo d’inchiesta è quello in cui il giornalista partecipa direttamente a un’attività per poi descriverla dall’interno. Se è bravo, il lettore ha la sensazione di vivere personalmente l’esperienza.

Una delle migliori in questo campo è Emily Yoffe, che tiene la rubrica Human Guinea Pig (cavia umana, insomma) su Slate. L’ultima delle sue inchieste riguarda una vacanza in un campo per nudisti.

Slate