“Get over it”
lunedì, settembre 17th, 2012William Saletan, su Slate, scrive una lettera tra il serio e il faceto ai credenti di tutto il mondo, per avvisarli che il trailer offensivo recentemente pubblicato non è stato il primo e non sarà l’ultimo:
Dear Muslims, Christians, Hindus, and Jews,
You’re living in the age of the Internet. Your religion will be mocked, and the mockery will find its way to you. Get over it.
In sostanza si tratta di un invito a non abboccare alle facili provocazioni, e nemmeno ai discorsi incendiari dei capi religiosi.
Slate
Through colours
martedì, marzo 6th, 2012Anche quest’anno è arrivata la festività indù di Holi, o festival dei colori. Solita splendida carrellata di foto su The Big Picture.
Wikipedia, The Big Picture
Scappo dalla città
mercoledì, giugno 22nd, 2011Negli anni ’50 molte persone migrarono dalla campagna greca alle città (Atene, fondamentalmente). Ora, con l’economia che è quella che è, pare che stia iniziando un movimento contrario, soprattutto da parte dei giovani. La campagna offre maggiori possibilità di reimpiego rispetto alla città; non si diventa ricchi ma si sta a galla. Inoltre, sopravvivere per sopravvivere, meglio chiudere la giornata su una terrazza di fronte alle colline. Chi ha la possibilità, quindi, fa un pensierino al ritorno al paese da cui i genitori o i nonni sono venuti via.
Ne ha scritto il quotidiano Die Welt, ma dato che non conosco il tedesco l’ho scoperto tramite Worldcrunch che ha tradotto l’articolo.
Worldcrunch
Comunicare le brutte notizie
mercoledì, maggio 11th, 2011A volte, quando leggo certe notizie, mi metto dall’altra parte: cosa si prova a comunicare a una donna la notizia che il marito è morto? A veder cambiare i lineamenti mentre elabora ogni singola parola della frase, a vedere l’indifferenza che si trasforma in disperazione?
E dopo? Cosa c’è da dire dopo, sapendo che qualunque parola sarà inadeguata?
Nel corso degli anni sono sorte alcune unità di post-crisi, in cui personale specializzato gestisce la comunicazione della notizia e tutto quello che segue. Intelligent Life, il magazine dell’Economist, ha pubblicato un bell’articolo sulle persone che lavorano in questi centri.
Intelligent Life
L’esercito del surf
lunedì, febbraio 14th, 2011Il resoconto delle nostre vacanze estive è incompleto: ci sono San Francisco, la Gold Country e la Wine Country, ma mancano le onde e le spiagge di Honolulu.
Appena ho tempo colmerò la lacuna; per il momento segnalo un bell’articolo di Vanity Fair su Ken Bradshaw, l’uomo che ha surfato l’onda più grande di cui si abbia notizia (25 metri – un palazzo di 8 piani, circa), proprio sull’isola di Oahu (la stessa di Honolulu). Oltre a fare il resoconto dell’onda da record, l’articolo apre anche un bello spiraglio sul mondo del surf.
The Yorker, Vanity Fair
Siamo una squadra fortissimi
venerdì, ottobre 15th, 2010Dice Slate che se si fa una sfida tra la mafia russa e quella italiana, vinciamo noi. Son soddisfazioni.
Slate
Little boxes
mercoledì, ottobre 6th, 2010The Big Picture, la sezione fotografica del Boston Globe, pubblica un reportage sulle lottizzazioni residenziali viste dall’alto, con l’aiuto di Google Earth.
The Big Picture
Un grande passo per l’umanità
venerdì, agosto 6th, 2010Colloquio tra due guardie giurate, stamattina al bancone qui sotto: “Beppe, mi fai vedere anche incolla? Perché io copia l’ho fatto, ma poi…”
Un posto ambito
martedì, maggio 11th, 2010Qualche sera fa sono entrato in uno stabile in cui, al piano terra, si trovava un enorme bancone dedicato al portiere (assente perché era domenica). Non sto parlando del bugigattolo stile “Eleganza del riccio” ma di un bancone di quelli che si vedono nei film americani. La cosa è decisamente insolita, soprattutto per Piacenza, e il bancone mi ha fatto venire in mente un articolo che avevo letto qualche settimana fa, in cui il New York Times esplora il mondo dei portieri.
NYT
Minoranze in divisa
lunedì, marzo 29th, 2010Essere contemporaneamente un soldato americano e un musulmano non è semplice. Non dopo l’undici settembre. E non dopo la sparatoria di Fort Hood, specialmente se sei di stanza lì. Il Washington Post racconta la storia di Zachari Klawonn. Uno bravo ci potrebbe girare un film, se non ci fosse il rischio di fare una sorta di “Soldato Mohammed”.
Washington Post

