Dall’ovale alla sfera
lunedì, luglio 5th, 2010Questo mondiale mi ha fatto capire che il rugby avrebbe molto da insegnare al calcio, se solo quest’ultimo avesse voglia di ascoltare. Non parlo di fair play o di concetti generici, ma di specifici aspetti regolamentari e di procedura. Ecco quindi l’elenco delle cose che vorrei vedere importate dal rugby al calcio:
- - il tempo semieffettivo e, soprattutto, trasparente. Il cronometro dell’arbitro è lo stesso visualizzato sul tabellone, e l’arbitro mostra chiaramente quando ferma il tempo (ad esempio per le sostituzioni, evitando così quelle dell’ultimo minuto); quando scade il tempo la partita è finita, e non c’è da reclamare per quanto recupero è stato dato;
- - salvo casi rari di infortuni particolarmente gravi, i sanitari entrano in campo senza che il gioco si fermi. Se invece il gioco viene fermato per permettere i soccorsi, allora si ferma anche il tempo. In questo modo si eviterebbero sia i casi di gente che sta in terra solo per perdere tempo sia tutta la pantomima del “non si sono fermati nonostante l’uomo a terra” e dei palloni restituiti;
- - in caso di proteste a seguito di una punizione, la punizione viene spostata in un punto più favorevole per chi la calcia. Però mi rendo conto che con l’andazzo attuale arriveremmo in porta senza nemmeno calciare la punizione;
- - l’utilizzo delle immagini televisive per dirimere i dubbi dell’arbitro: niente da aggiungere, a ‘sto giro è come sparare sulla croce rossa.