Giochi da tavolo for dummies
Post lungo, ma è possibile che ne valga la pena (me la suono e me la canto)
Conoscete i giochi da tavolo? Nominatene almeno quattro.
Se avete detto Monopoli, Risiko, Taboo e Pictionary, sappiate che là fuori c’è un mondo che vi aspetta. No, dico davvero.
Se invece avete detto Agricola, Bang!, Carcassonne e Ticket to Ride allora questo post non è per voi. Se ci tenete a leggerlo fate pure, ma tenete a mente che non è stato scritto per voi.
Ma torniamo ai più: i giochi da tavolo sono un passatempo estremamente divertente, ma in Italia sono frutto di un grande equivoco generato principalmente dalla grande distribuzione. L’equivoco è che gli unici giochi da tavolo esistenti siano quelli nominati all’inizio, al massimo con l’aggiunta delle trasposizioni dei quiz televisivi o, peggio ancora, delle serie tv (fidatevi: ho provato una sera il gioco di CSI e mi sento ancora sporco). Il perché si generi tale equivoco è facilmente immaginabile: nei negozi della grande distribuzione si trovano solo questi giochi, e uno si può facilmente convincere che non ne esistano altri.
E qui casca l’asino.
Perché in realtà i giochi da tavolo sono anche altro. Prendiamo Monopoli: divertente, no? Sì, forse; però ora pensate a quanto incide la fortuna e a quanto incidono le scelte del giocatore: non è frustrante sapere che il 90% delle possibilità di vittoria sono affidate alla combinazione di quali caselle calpestate voi e quali caselle calpestano gli altri? Tanto varrebbe organizzare un torneo di testa o croce.
E poi (e siate sinceri): quante partite di Monopoli avete giocato fino alla fine, decretando un vincitore?
Non sarebbe meglio un gioco di carte ambientato nel vecchio West, semplice ma che comunque premia le scelte migliori, e di cui si possano giocare anche tre o quattro partite in una serata? Oppure una serata passata in una città infestata dagli zombie, cercando di aprirsi una via che conduca all’elicottero e alla salvezza? O, se siete più tranquilli e magari pure un po’ drogati di Farmville, una serata passata a gestire la propria fattoria, bilanciando lo spazio a disposizione tra la semina e il pascolo?
Per farla breve, oltre ai “soliti noti” esistono una marea di giochi divertenti, semplici ma non banali, giocabili in una serata e pubblicati in italiano (o in alcuni casi addirittura prodotti in Italia, come Bang! che peraltro ha avuto anche un’espansione illustrata niente meno che da Eriadan).
A differenza di Monopoli&Co, però, in questi giochi le meccaniche sono pensate per porre i giocatori davanti a diverse scelte, pur nel contesto di un’ambientazione suggestiva (a differenza dei giochi astratti, come gli scacchi, che pur obbligando a continue scelte non brillano certo per ambientazione – e sia detto con tutto il rispetto per gli scacchi).
Ecco, ora non potete dire che non sapete. Però vi starete giustamente chiedendo dove caspita si trovino questi giochi, dato che sugli scaffali non ve n’è traccia.
Se abitate a Verona siete a cavallo, perché lì c’è il più grande negozio d’Italia: si chiama I Giochi dei Grandi e sta in una viuzza non lontano dall’Arena. Altri negozi si trovano a Milano e a Roma, ma anche nelle città più piccole. A Piacenza, per dire, ce ne sono due. E poi c’è internet, naturalmente: i primi siti che mi vengono in mente sono Giocofollia.com e Giochinscatola.it ma ce ne sono sicuramente altri, e anzi mi scuso per non averli nominati. Senza contare che quasi ogni città ha un circolo di appassionati, dove potrete provare a giocare senza nemmeno dover acquistare nulla, ma qui davvero non posso aiutarvi.
Se qualche ludomane è arrivato a leggere fin qui in fondo, si sarà accorto che ho volutamente omesso di parlare dei giochi più pesanti, tipo Axis&Allies o Arkham Horror. Ne parlerò prossimamente, e parlerò anche di come mai recentemente ci sia stato un ritorno dei giochi da tavolo. Ma non stavolta, che vedo già gente con il mal di testa.
febbraio 16th, 2010 at 09:46
sparatemi, sparatemi! (cit)
mwawawawawa
febbraio 16th, 2010 at 19:28
Fu:
Io eviterò le mie solite battute su Bang! per non ripetermi
Bel post, in effetti a pate gli appassionati come tu hai detto gli altri, non hanno idea di quanti giochi del genere esistano.
Come “persona informata sui fatti” più che ludomane, dato che di giochi da tavolo ne conosco diversi ma di regole degli stessi invece no e poi manco completamente di ragionamento strategico fondamentale per vincere, menzionerei anche Munchkin (illustrato da John Kovalic che ha fatto anche la simpatica serie di fumetti “Dork Tower” – questo per gli appassionati di fumetti, appunto).
Per chi vuole una full immersion a costo di rimanerne scioccato inoltre consiglierei l’immancabile appuntamento annuale con la Comics&Games di Lucca, dove ci sono interi stands pieni di giochi ed anche la possibilità di cimentarcisi o guardare altri giocare.
febbraio 16th, 2010 at 19:30
ps: ho messo un pò di virgole a casaccio