Cose per cui pagherei
venerdì, febbraio 26th, 2010Troppo spesso, nella polemica sull’opportunità di far pagare la fruizione dei contenuti giornalistici online, si fa finta di non sapere che non tutti i contenuti sono uguali: ci sono rilanci di comunicati stampa che preferirei non vedere nemmeno gratis e articoli che, da soli, valgono il prezzo del biglietto.
Tra questi ultimi segnalo il lungo articolo in cinque parti che Slate dedica alla cattura di Saddam e all’utilizzo, ai fini della cattura, delle reti sociali (nell’accezione sociologica del termine). Da segnalare anche che il prezzo del biglietto, in questo caso, è zero.
Slate (il link è al primo articolo, gli altri sono a seguire)