Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for novembre, 2009

Quando il mondo finirà, scappate in Nebraska

lunedì, novembre 30th, 2009

Oppure in qualche altro stato del Midwest. Insomma lontano dalle coste, perché si sa che alieni e catastrofi assortite tendono a colpire Los Angeles, New York e Washington. Ah, e state lontani pure dal South Dakota, che c’è il Monte Rushmore.

Questo e altri consigli nella guida di sopravvivenza alla  fine del mondo, elaborata dal Washington Post sulla base dei vari film catastrofici.

Washington Post

Rispondere è cortesia

lunedì, novembre 30th, 2009

A volte le cose sono più semplici di quello che uno si immagina. Qualche settimana fa, in mezzo al boom di Google Wave e del relativo smercio sottobanco di inviti, ho deciso di fare una cosa semplice: invece di chiedere inviti di seconda mano a destra e a manca, ho spedito la richiesta direttamente tramite il sito ufficiale.

Ieri sera mi è arrivato l’invito a Google Wave.

Tolleranza zero

venerdì, novembre 20th, 2009

underer

Diabete: update per Piacenza

mercoledì, novembre 11th, 2009

Come dicevo qualche giorno fa, il 14 novembre è la Giornata Mondiale del Diabete. Dicevo anche che avrebbero potuto esserci novità, e infatti.

Le novità riguardano principalmente i piacentini e chi passerà da queste parti: sabato pomeriggio intorno alle 17.30 il Palazzo Gotico si illuminerà di blu.

Fate i bravi e presenziate. E spargete la voce.

Adblock con gli steroidi

martedì, novembre 3rd, 2009

D’accordo che la pubblicità è il meccanismo che permette a tanti contenuti di essere fruibili in rete, però spesso si esagera. Certo, l’era delle gif animate e dei marquee è finita, ma non per questo ci troviamo davanti meno distrazioni, quando tentiamo di leggere qualcosa in rete. Si dà talmente per scontato che l’utente medio ha un comportamento da toccata e fuga, che si fa di tutto per attirarne l’attenzione. Però c’è anche gente che vorrebbe aprire un articolo di giornale e leggerlo in santa pace, senza il timore di fare un rollover nel punto sbagliato e di risvegliare il Kraken sottostante.

Esistono diversi adblock per limitare questo delirio, sia preconfigurati nei browser che scaricabili come plugin. Però c’è anche Readability, di cui faccio prima a mostrare due immagini che non a spiegare il funzionamento:

prima

dopo

Molto meglio, vero? In pratica quando siete su una pagina che vi interessa leggere con calma, cliccate sul bookmarklet e vi appare una roba come la seconda schermata, decisamente più pulita.

Readability

“Hey, sono tornato!”

lunedì, novembre 2nd, 2009

Brett Favre torna al Lambeau Field di Green Bay. Per chi fosse a digiuno di football americano, il Lambeau Field è lo stadio dei Packers, squadra in cui Brett Favre ha giocato per sedici anni, diventando molto più di una bandiera. Tanto per capirci, da quando ha esordito nel 1992 a quando si è ritirato (per la prima volta, a cui ne è seguita un’altra – e ovviamente due rientri) nel 2008, Favre ha iniziato come titolare in tutte le partite. E quando dico “tutte” intendo 275 partite.

Favre torna per la prima volta a Green Bay, dicevo, e piazza quattro passaggi da touchdown e porta alla vittoria i suoi Vikings. Ma non sperate di vederlo mentre zittisce i compagni che festeggiano, con l’aria di chi dice “rispetto per la mia ex-squadra”. Tutt’altro: il quarantenne Favre salta ed esulta come un ragazzino, sia durante che alla fine della partita.

Scarso attaccamento alla maglia? Ma quando mai. Anzi, verosimilmente tra qualche anno il suo nome sarà in bella vista sul muro del Lambeau Field. E’ solo che, come dice anche il Sir, aveva un lavoro da fare.

NFL.com, Squonk