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Il volantinatore è un mestiere rischioso

La mattina successiva al nostro rientro, dopo che alla sera avevamo cenato ad un orario del tutto improbabile e messo alla frusta la lavatrice con le prime due o tre macchinate di una lunga serie, la mattina dopo, dicevo alle 11.30 suona il campanello.

Ora, dovete sapere che a casa nostra già in condizioni normali la mattina di un giorno festivo è dedicata al sonno, e quando dico “la mattina” intendo dire fino a mezzogiorno circa. Aggiungete i 15 giorni precedenti non esattamente riposanti (stupendi, ma non riposanti), il rientro da Malpensa, le macchinate, ecc… E capirete che un campanello che suona alle 11.30 è qualcuno che ti tira giù dal letto all’alba. Il proprietario del dito che sta pigiando il campanello deve quindi avere un ottimo motivo.

“Sì?”

[voce squillante] “Buongiorno! Sono Davide, sto lasciando nella posta un avviso per un’assemblea che si terrà…”

“Ecco, allora lo lasci nella posta, grazie”

Dopo diverse ore e diverse lavatrici, usciamo e mettiamo mano alla cassetta della posta: si tratta di un volantino che ritrae tante facce allegre e una scritta “Come farai a sopravvivere alla fine del mondo?”

Mentre mi interrogo su come farò, penso che se avessi visto subito il motivo per cui Davide mi aveva tirato giù dal letto, la fine del suo mondo sarebbe stata più vicina di quella del mio.

2 Responses to “Il volantinatore è un mestiere rischioso”

  1. chiara Says:

    noo anche io l’ho trovato nella mia posta..comunque se è la fine è la fine come si fa a parlare di sopravvivenza…sarà tutto finito per tutti sennò non si chiamerebbe fine!

  2. Lady Says:

    Ma anche subdolo, sto tizio se si é inventato la storia dell’assemblea per farsi aprire. O si teneva veramente un’assemblea tipo quella condominiale, sulla fine del mondo? ;)

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