Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for maggio, 2009

Casomai lo importiamo di nuovo

lunedì, maggio 18th, 2009

Dell’anomalia del fenomeno Twitter, esploso prima in Italia che negli Stati Uniti, ha parlato anche Luca Sofri sul Huffington Post due mesi fa. L’atteggiamento di molti, mi pare di capire, è di considerare i due fenomeni come equivalenti, e solo traslati nel tempo. In altre parole: “giocateci pure, tanto fra poco vi passa”.

Non sono tanto d’accordo. Quando Twitter è arrivato da noi, circa due anni fa, ha avuto molto seguito, molta gente che faceva la conta dei followers ma poco altro. Nessuno ha pensato a come sfruttare uno strumento innovativo, che andasse al di là del prendere alla lettera la domanda standard di Twitter, “What are you doing?”. Ho l’impressione, invece, che negli Stati Uniti siano un po’ più fantasiosi: hanno creato siti che raccolgono i migliori cinguettii; David Pogue, esperto di tecnologia del New York Times, fa domande giornaliere ai suoi follower, e raccoglierà le migliori risposte in un libro; le celebrità si sono buttate in massa sul mezzo, ma senza utilizzarlo per fare pubblicità (Demi Moore, LeBron James e perfino Mike Massimino dallo Space Shuttle).

Non so: magari la febbre passerà in fretta anche dall’altra parte dell’oceano, ma almeno l’avranno sfruttata meglio.

Huffington Post, Favrd, David Pogue, AstroMike

Gente attirata da un’isola (no, non è quello che pensate)

lunedì, maggio 11th, 2009

C’è un vento che ti grattugia la faccia, un buco nell’ozono proprio sopra la capoccia e non c’è un albero. Però quasi il 50% della popolazione e migrato lì da altri lidi.

Un giornalista di Slate prova a capire cos’è che attira la gente alle Isole Falklands.

Io un’ipotesi la faccio: è il fascino delle comunità piccole, chiuse e remote. Mondi in miniatura, atomi di una civilizzazione che altrove si è già sviluppata in macromolecole, luoghi in cui ricreare il tempo perduto dei settlers. In Europa non li abbiamo più da tempo, negli Stati Uniti li hanno avute fino al tempo del Far West, e oggi come oggi si trovano solo in posti come le Falklands,  Tristan da Cunha, Saint Helena e similari. Probabilmente il fatto che siano tutti territori appartenenti al Regno Unito significa qualcosa, anche se non saprei cosa.

Slate

Addaveni’ Godot

giovedì, maggio 7th, 2009

Che Franceschini decida di alzare la voce potrebbe essere un buon segnale. Potrebbe, ma non è.

Non lo è perché l’alzata di voce, da sola e non accompagnata da proposte concrete, è sterile e assomiglia tanto alle reazioni isteriche del centro-destra che tante volte sono state guardate con giusta superiorità.

E non lo è perché tirare in ballo le leggi razziali, in questo contesto, è immorale tanto quanto il far leva sulle paure della gente. Di più: se domani ci sarà davvero bisogno di citare le leggi razziali per fermare una deriva che, a mio parere, ancora non c’è, il paragone sarà inservibile, perché bruciato dalla sparata di questi giorni.

Fossi in Franceschini tirerei fuori, ma alla svelta, una proposta legislativa sull’immigrazione che coniughi le esigenze di legalità e di solidarietà, che dovrebbero essere ben presenti nel DNA di un partito di centro-sinistra. Vogliamo aspettare il congresso, le primarie, le amministrative, le europee? Vogliamo aspettare, così poi finisce come la legge sul conflitto di interessi? Vogliamo aspettare, e vedere se gli elettori sceglieranno di dare fiducia sulla base di un’ideologia annacquata e dei botta-e-risposta con la maggioranza?

Corriere.it

You now know the history

lunedì, maggio 4th, 2009

Prossimi passi:
- maggiore età a 14 anni
- abrogazione del divorzio

Ma il vero interrogativo è vedere quanto rimarrà addolorato, quanto passerà prima che faccia battutacce in pubblico.