Un zomozzo è un cozo brutto
Finalmente qualcuno si mette davanti al portone a rabbonire la folla armata di forconi.
In estrema sintesi: non è che gli arresti domiciliari al confesso stupratore (che al momento è innocente, un dettaglio che fa tutta la differenza di questo mondo) siano in sostituzione del carcere. Sono invece in sostituzione della custodia cautelare, che è ben altra cosa.
Il mio parere personale è che, pur capendo e condividendo le indignazioni che l’odiosità del gesto si porta dietro, se la risposta è iniziare a picconare gli istituti della presunzione di innocenza e del diritto ad un giusto processo, allora comincio ad avere paura. E la paura non è tanto delle (presunte, in quanto riportate dai media) reazioni della gente comune, quanto della classe politica che non ha il coraggio di dire la verità e preferisce soffiare sul fuoco.
Ah, ecco: vedo che non sono il solo.
Corriere.it, Far finta di essere sani
gennaio 28th, 2009 at 11:24
La citazione, ah ah!
Lo fanno di proposito, per avere alibi per vietare intercettazioni e proporre i giudici come corrotti.