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E' tempo di rifarsi il trucco

Slate cambia il look, e seguendo il trend attuale intensifica l’uso dei tab, che permettono di utilizzare un singolo box per mostrare quattro o cinque articoli. Sempre restando in linea con le attuali tendenze, cerca di diminuire il “rumore”, eliminando un po’ di elementi dalla homepage (grazie all’utilizzo dei box di cui si diceva) e facendo respirare maggiormente il layout grazie all’utilizzo di più whitespace (lo spazio che separa i vari elementi). Less is more, insomma.

Anche il Riformista cambia look, ma qui il cambiamento grafico è fatto per sottolineare un profondo mutamento nell’impostazione redazionale, di cui parlerò dopo. Restando alla grafica, il passaggio dalla vecchia alla nuova veste è, a mio parere, un disastro. Se prima l’impostazione era estremamente sobria, minimale ed elegante, ora la pagina è piena di quel “rumore” di cui parlavo prima, e il whitespace è stato gettato dalla finestra insieme alla griglia di impaginazione.

Prima di rifarsi il trucco il Riformista era un giornale di nicchia (e ora sto parlando anche dei contenuti), che poteva piacere o non piacere ma che aveva una precisa connotazione che lo distingueva dagli altri. Ora è un giornale come tanti altri (sì, anche nei contenuti – almeno a una prima lettura) e non vedo perché la gente dovrebbe preferirlo al Corriere o a Repubblica.

Slate, il Riformista

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