Un gioiello estivo
giovedì, luglio 31st, 2008Inaspettatamente, tra un telefilm e l’altro, ieri sera sono incappato in uno dei miei film preferiti: “La parola ai giurati”. Per chi non lo conoscesse, racconta di 12 giurati che devono raggiungere un verdetto unanime su un caso di omicidio volontario. La trama è semplice: all’inizio le prove a carico sembrano schiaccianti e tutti i giurati tranne uno (Henry Fonda) sono convinti della colpevolezza dell’imputato, ma pian piano questo giurato riesce a portare la giuria al verdetto unanime di non colpevolezza.
Il film è girato, a parte un paio di minuti, interamente all’interno di una sola stanza (qualcuno ha parlato di The Big Kahuna?) e i giurati non si chiamano mai per nome, tranne due che lo fanno al termine del film e all’esterno del tribunale (qualcuno ha parlato de Le Iene?). La situazione iniziale è ordinata, con la stanza fresca e i giurati con i vestiti puliti: man mano che la discussione procede e si infiamma, la stanza diventa calda, l’umidità aumenta grazie anche ad un acquazzone, i giurati fumano, si tolgono le giacche, allentano le cravatte e mostrano ampie macchie di sudore sulle camicie, e lo spazio sembra restringersi, grazie anche ad un maggior uso dei primi e primissimi piani.
Oltre a mettere a nudo i pregiudizi di classe e di razza dell’epoca (1957), il film fa un ottimo lavoro nello svelare alcuni meccanismi ben poco solidi che vengono utilizzati nei ragionamenti: l’importanza che i giurati danno ai vari elementi in gioco è variabile, e segue il desiderio di ognuno di dimostrare che i fatti si sono svolti in un determinato modo. Se ci fate caso, questo vizio è tuttora ben presente, dalle chiacchiere da bar fino ai dibattiti in Parlamento.
IMDB
Promemoria
mercoledì, luglio 30th, 2008Ma il piano per il recupero/rilancio/salvataggio di Alitalia non doveva essere quasi pronto? Non dovevano esserci diversi imprenditori (italiani, naturalmente, ché a quanto pare la limpieza de sangre è importante) disposti a buttarsi nell’impresa? Non per altro, ma Alitalia perde qualche milionata di euro al giorno, e una piccola parte di quei soldi sono anche miei.
Mi accodo a Di Vico, sul Corriere online di oggi, per far notare che il piano a suo tempo elaborato da Air France si inseriva in uno scenario in cui il petrolio era di poco sotto ai 90 dollari al barile, mentre oggi siamo intorno ai 130.
Corriere.it
Che tempi, signora mia
lunedì, luglio 7th, 2008Purtroppo ieri non sono riuscito a vedere la finale di Wimbledon, ma sostanzialmente la penso come Davide: non si può, semplicemente non si può, andare in campo a Wimbledon vestiti come se si stesse andando all’incoronazione del re dei tamarri.
Voglio dire: ad Agassi facevano le pulci perché si pettinava come Limahl e invece a Nadal che si mette la canotta di Pino dei Palazzi non dicono niente?
Daveblog, Wikipedia
Neanche Emilio Fede è mai arrivato a tanto
giovedì, luglio 3rd, 2008Alla Fox hanno mandato in onda le foto di due giornalisti del New York Times, ampiamente ritoccate con Photoshop. Denti ingialliti, naso ingrossato, testa allungata… Mancavano solo i baffi finti. Ovviamente si sono ben guardati dal dire che le foto erano state abbruttite artificialmente.
Il motivo di tanto astio sta nel fatto che il New York Times ha di recente pubblicato un articolo in cui evidenzia il calo di ascoltatori di Fox News nella fascia di età 25-54.
Media Matters, New York Times