Dynasty reloaded
Circa un mesetto fa ho scoperto due telefilm: Little Mosque on the Prairie e Dirty Sexy Money. Pur piacendomi entrambi, ragionavo sul fatto che mentre il primo non avrebbe fatto presa sul mercato italiano (ne parlerò un’altra volta), il secondo sembrava fatto apposta per sbarcare sui nostri lidi.
Già dal titolo si possono intuire gli elementi principali: sesso e soldi. E i soldi sono davvero tanti, tanti in modo quasi ridicolo, e concentrati nelle mani della famiglia Darling, che impera su New York. In realtà il protagonista principale è Nick George, figlio dell’avvocato dei Darling e avvocato a sua volta, che alla morte del padre diventa il legale di famiglia.
Soldi e dinastie hanno da sempre successo in Italia, da Dallas e Dynasty passando per Beautiful e arrivando a Vivere, tralasciando l’attaccamento morboso che hanno i media per le dinastie in carne e ossa (Agnelli su tutti).
Dirty Sexy Money percorre lo stesso solco, ma con una sceneggiatura più moderna e più da telefilm che non da soap-opera. I personaggi hanno le caratteristiche adatte per piacere anche da noi: il patriarca padrone dell’impero (un Donald Sutherland più in forma che mai), il procuratore lanciato in politica, l’ereditiera collezionista di mariti e i due gemelli scapestrati, ricalcati grosso modo su Paris Hilton e Pete Doherty.
Insomma, come dicevo ragionavo sul fatto che se fossi dirigente di una rete televisiva farei il possibile per acquistare questa serie.
Mentre ero lì che ragionavo, su Fox è passato il trailer di Dirty Sexy Money, in arrivo a gennaio. Ora vediamo se le mie supposizioni erano corrette. Posseduto dallo spirito di Nostradamus, mi spingo a dire che anche sulle reti in chiaro farebbe la sua porca figura.
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