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99,94

Diceva Luca Sofri che se chiedete ad un ragazzino americano cosa gli fa venire in mente il numero 108, vi risponderà che è il numero di cuciture che stanno su una palla da baseball. Avevo fatto controllare dal Socio a New York, che confermava.

Ora spostatevi a Sydney, e chiedete in giro cosa significhi il numero 99,94. Vi risponderanno che è la media-battuta di Sir Donald Bradman, australiano, il più grande cricketer di tutti i tempi. E’ un numero molto vicino a 100, vero? Allora andiamo all’epilogo della carriera, all’ultimo test disputato: Bradman arriva a quella partita con una media di 101,39 e avendo già annunciato il ritiro: bastano 4 runs per avere una media di 100. Capite? Fino ad ora Donald Bradman ha battuto in media 101 runs per partita, e ora ne bastano 4. 101 a 4. Quattro miseri runs da fare in due innings: quisquillie, peanuts.

Invece accade l’imponderabile, come avrete sicuramente immaginato: Bradman legge male la seconda palla, la traiettoria non è quella attesa, la palla si infila tra mazza e gamba e abbatte gli stumps. Bradman eliminato, zero punti fatti. Va beh, c’è l’altro innings, direte voi. E invece no. Non c’è perché l’Australia è talmente più forte dell’Inghilterra che non c’è bisogno del secondo innings.

Così la carriera di Donald Bradman termina con una media di 99,94. Magari se avesse fatto quei quattro punti si sarebbe ritirato subito, per avere la media tonda, chissà (anche se ne dubito, vista la sua umiltà e dedizione al cricket). Non lo sapremo mai.

Per quelli che non masticano cricket (anime empie che non siete altro) una media di 100 può significare poco o niente, se non viene paragonata a quella degli altri giocatori. Beh, c’è ben poco da paragonare: poco meno di una trentina di giocatori ha una media superiore a 50, e i migliori tre arrivano poco sopra a 60. Ma forse un’immagine spiega più di mille parole:

Test batting averages above 50

Ecco, quella lunga linea rossa che vedete in cima al grafico è Sir Donald Bradman.

C’è chi si è preso la briga di comparare questa assoluta dominazione con casi analoghi in altri sport: in termini di devianza dallo standard, Bradman si colloca in testa anche a questa classifica, seguito da Pelé, Ty Cobb, Jack Nicklaus e Michael Jordan. In buona compagnia, come si vede.

Alla luce di queste statistiche si potrebbe pensare a Bradman come a un bombardone modello Barry Bonds, invece il suo stile era l’esatto opposto: pochi fuoricampo ma un occhio imbattibile per indirizzare la palla negli angoli vuoti del campo. D’altronde il suo fisico non gli consentiva di contare sulla potenza: 1,70 di altezza e una cronica debolezza muscolare, in seguito diagnosticata come fibrosi. Poteva invece contare su ottimi riflessi e ottima coordinazione, un regalo degli allenamenti che faceva da bambino, quando con uno stump in mano colpiva una pallina da golf dopo averla fatta rimbalzare contro la lamiera di una cisterna dell’acqua.
E’ stato Bradman, o meglio la paura di quello che Bradman poteva fare, a spingere gli inglesi a trovare una tattica per fermarlo, e il risultato fu la tattica Bodyline, su cui mi ero già soffermato.

La carriera di Bradman ha coinciso con l’affermarsi dell’Australia come nazione, ma non si tratta solo di una coincidenza: Bradman stesso, o meglio il suo mito, hanno contribuito notevolmente a questa evoluzione, fornendo agli australiani un eroe dietro cui raccogliersi.

Di recente si è scoperto che Bradman aveva origini italiane: un suo bisnonno materno era originario di Genova e, dopo aver navigato per mezzo mondo, si era stabilito in Australia facendo una discreta fortuna con alberghi e con donne (non fate gli sciocchini: non aveva alberghi a ore e nemmeno case chiuse: le due fortune erano separate).

Tornando all’inizio, e a quel 100 mancato per un soffio, Bradman non pare averci mai dato molto peso. E’ solo un numero, sosteneva. Già.

In effetti quelle 4 runs non cambiano la sostanza: resta sempre il più grande di tutti i tempi.

Chi avesse difficoltà a seguire questo post può rinfrescarsi la memoria con il cricket for dummies 

4 Responses to “99,94”

  1. farfintadiesseresani Says:

    Tra i grandissimi che hanno distanziato gli altri di molte lunghezze dimentichi Merckx. E già che ci siamo, anche se c’entra nulla, ti dirò che allora ci vediamo venerdì sera.

  2. yorker Says:

    In effetti ho dimenticato di dire che la statistica trasversale riguarda solo gli sport con palla.
    Ci vediamo là, allora.

  3. farfintadiesseresani Says:

    Ma il fiocco azzurro sotto la testata? Mi sono perso un passaggio?

  4. yorker Says:

    Sì, ti sei perso un passaggio ma non è quello che pensi: il mio testimone di nozze, nonché più caro amico, ha ora un erede.

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