Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for agosto, 2007

What's the point?

martedì, agosto 28th, 2007

Che senso ha sprecare energie per profumare alla camomilla la carta igienica? Non credo di farne un uso diverso da quello previsto, ma da quando la srotolo a quando è irrimediabilmente *non* profumata passeranno 5 secondi al massimo. Sbaglio qualcosa?

Primo: caricare. Secondo: puntare

lunedì, agosto 27th, 2007

Bossi spiega quali sono i famosi 5-6 step dello sciopero fiscale, in seguito declassificato a protesta.

La Stampa.it

Soldi sporchi

martedì, agosto 21st, 2007

Bella inchiesta di Loretta Napoleoni su La Stampa di ieri. La lotta all’impero finanziario di Al Qaeda non ha dato grandi risultati, è stata impostata male e non si vede nulla di buono all’orizzonte.

Interessante anche il fatto che un articolo così lungo venga pubblicato online: sarà la programmazione agostana.

La Stampa.it

Partitona

sabato, agosto 18th, 2007

Primo Test Match per l’Italia del rugby, a Saint Vincent contro il Giappone. Io ho un po’ paura, soprattutto dopo che l’oracolo Villepreux ha vaticinato una facile vittoria azzurra.

Anche a ‘sto giro ci tocca Ceccinelli, ahimè.

"Whatever Materazzi said"

giovedì, agosto 9th, 2007

Il Times pubblica la lista dei 50 migliori insulti che sono volati nella storia dello sport. Si conferma quello che già sapevo: i cricketer hanno il senso dell’umorismo. In classifica anche il buon Trapattoni, che ad un giornalista che gli chiedeva se avrebbe convocato Di Canio per i mondiali rispose: “solo se scoppiasse un’epidemia di peste”.

Times 

Bàm

giovedì, agosto 9th, 2007

Barry Bonds ha battuto il fuoricampo numero 756, sorpassando il record di Hank Aron. E prima di Hank Aron il record era di Babe Ruth.

New York Times 

Correlazione e causalità

mercoledì, agosto 1st, 2007

Il Corriere online di ieri ha pubblicato un articolo sui cosiddetti nomologhi (sic), cioè i sedicenti esperti dei nomi da dare ai figli. In particolare l’articolo lascia intendere che ci sono alcuni nomi che danno maggiori garanzie di successo al pargolo, per esempio in ambito accademico, citando una classifica dei nomi più presenti a Oxford e Cambridge.

Quello che sfugge al Corriere, e se è in buona fede anche al nomologo, è che c’è una bella differenza tra un rapporto di correlazione e un rapporto di causalità: è sicuramente vero che alcuni nomi sono maggiormente rappresentati a Oxford, ma non c’è un nesso di causalità. Voglio dire: quando piove c’è un sacco di gente in giro con l’ombrello, ma non è che se io esco con l’ombrello aumento le probabilità di un acquazzone; i due eventi sono correlati, ma non c’è nesso di causalità (o meglio: c’è, ma di verso opposto).

Tornando ai nomi “di successo”, la causa (una delle cause) per cui un Alcott ha più possibilità di un John di entrare a Cambridge, è che è più probabile che il primo arrivi da una famiglia benestante e magari nobile, in cui c’è la propensione a usare nomi ricercati.

Per dire: se vostra figlia si chiama Lavinia, ci sono buone probabilità che finisca sposata con un rampollo dell’industria italiana. Ma se decidete di chiamare vostra figlia Lavinia, la vostra decisione non aumenta le sue chance di trovare un buon partito.

Corriere.it