Ormai siamo tutti schedati, signora mia
Dice il Corriere che chi va negli Stati Uniti viene schedato per 15 anni. Ma forse è il caso di intendersi meglio sul significato di schedatura. L’articolista disegna uno scenario piuttosto orwelliano:
Opinioni politiche, religiose, filosofiche e preferenze sessuali resteranno negli archivi statunitensi per assicurare un maggiore controllo ai fini della sicurezza nazionale, e saranno accessibili da parte di qualsiasi agenzia delle forze dell’ordine.
Concedendo la buona fede, siamo di fronte ad un caso di interpretazione molto stiracchiata. Le opinioni citate dall’articolista del Corriere sono dati sensibili e in quanto tali dovranno essere cancellati, salvo “exceptional cases where life is at risk”.
Inoltre bisogna chiarire da dove arrivano questi dati: altro non sono che il passenger name record (conosciuto anche come PNR, qui un esempio), cioè l’insieme di informazioni raccolte dalle compagnie aeree (in realtà la raccolta viene fatta dai sistemi di prenotazione computerizzata come Sabre o Amadeus, ma non complichiamoci la vita) all’atto della prenotazione dei voli.
Ora, a meno che voi non abbiate l’abitudine di indicare, nelle note supplementari, che siete un feticista copto seguace di Humes, è difficile che la compagnia aerea venga a conoscenza di dati sensibili.
I dati che invece fanno parte del PNR sono generalmente nome, cognome, data e luogo di nascita, e le tratte del viaggio. Niente che un qualunque addetto alla sicurezza non possa ricavare guardando biglietto e passaporto.
Quello che è successo, insomma, è che Stati Uniti e Unione Europea hanno raggiunto un accordo per il trasferimento e la gestione dei PNR. Il tempo di conservazione delle informazioni è effettivamente aumentato, ma è anche diminuito il numero di informazioni a cui gli Stati Uniti possono accedere. Per chi fosse interessato, ecco (in pdf) il comunicato stampa e il testo integrale dell’accordo.
Per quanto mi riguarda, le informazioni possono pure tenersele per 50 anni, basta che la smettano di farmi aprire la valigia e di sottopormi agli screening supplementari (ma ho la faccia così sospetta?).
Corriere.it, Wikipedia, Don’t Spy on US, Council of the European Union
luglio 27th, 2007 at 08:50
Ah ah ah, pure ispezioni intime????
Fu
luglio 30th, 2007 at 23:49
ma Fu!
PP