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Boarding now

L’estate che si sta avvicinando non sarà una bella estate, per chi viaggerà in aereo: è vero che i prezzi dei biglietti stanno scendendo, ma è anche vero che i ritardi stanno aumentando. Anche il load factor, la percentuale di sedili occupati in un volo, sta aumentando ma questo non significa che ci sono in giro meno aerei, anzi: le compagnie hanno scoperto che uno dei servizi che i passeggeri apprezzano di più è la maggiore frequenza di collegamento, col risultato che molte compagnie passano a aeromobili più piccoli.

Dove prima c’era un aereo da 100 posti ogni due ore, adesso è probabile che ci siano due aerei da 50 posti, uno ogni ora. E’ evidente che questo non giova al sistema di controllo del traffico aereo, che è ormai al limite della congestione. E’ vero che si moltiplicano e si ampliano gli aeroporti esistenti, ma le vie del cielo non sono infinite.

Per chi non lo sapesse, un aereo che vola da Milano a Roma non fa una rotta diretta, ma viene incanalato in corridoi prefissati, in cui deve rispettare determinate distanze (sia verticali che orizzontali) rispetto agli altri aerei. Questo sistema potrebbe cambiare ed essere sostituito da un sistema basato sui satelliti, che consentirebbe di tagliare le curve e di volare direttamente (e in sicurezza) da Milano a Roma all’incirca su una linea retta, permettendo ad un maggior numero di voli di occupare un determinato spaizo aereo. Ma è un cambiamento che non si farà dall’oggi al domani.

Il moltiplicarsi dei voli non giova nemmeno all’ambiente, come è facilmente immaginabile. Di conseguenza è perfettamente comprensibile che l’allargamento o la costruzione di nuovi aeroporti siano osteggiati dalle associazioni ambientaliste.

Per chi fosse curioso e volesse saperne di più, l’ispirazione per questo post è arrivata dalla solita rubrica Ask The Pilot e da un approfondito survey dell’Economist (qui il primo articolo, gli altri seguono e sono segnalati nel box a destra).

Ask The Pilot, Economist

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