Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for marzo, 2007

Dopo la pioggia, la grandine

venerdì, marzo 23rd, 2007

Dall’autopsia è emerso che Bob Woolmer, l’ex coach della nazionale pakistana di cricket deceduto pochi giorni fa, è morto per strangolamento.

La Stampa

Richiudere il vaso di Pandora

martedì, marzo 20th, 2007

Negli Stati Uniti potrebbero entrare in vigore nei prossimi mesi nuove tariffe per le web radio, cioè un nuovo calcolo delle royalties che i broadcaster devono pagare alle case discografiche per la messa in onda dei brani; se così fosse, e se la proposta del Copyright Royalty Board non venisse alterata, la maggior parte delle web radio potrebbe chiudere. E anche i servizi simili, tipo il favoloso Pandora.

La proposta, infatti, prevede il passaggio dalla tassazione attuale, calcolata in percentuale sui ricavi, ad una tassazione un tanto a canzone e un tanto ad ascoltatore. E, come se non bastasse, con un minimo di 500 $ per canale. Siti come Pandora, che consentono ad ogni utente di creare i propri canali (fino a 100), si troverebbero a dover corrispondere cifre assurde e verosimilmente non sostenibili.

Lo sgancio completo tra la tecnologia di trasmissione in rete e il modello di calcolo delle tariffe è evidente. D’altronde nel Congresso ci sono persone come il Senatore Stevens, che in un discorso sulla neutralità della rete definisce internet “a series of tubes”.

I paralleli che si possono tracciare con la situazione italiana sono numerosi e poco incoraggianti.

Business Week, Radio and Internet Newsletter, Public Knowledge

Fermate il web, o almeno le animazioni

martedì, marzo 20th, 2007

Le immagini in movimento sono il male. Questo si è sempre detto nei corsi di webdesign, questo ha sempre sostenuto il guru Jakob Nielsen. In vari alertbox del 1996, 1999 e 2005 venivano demonizzate prima le gif animate e il tag marquee e poi la loro naturale evoluzione, cioè le animazioni Flash.

Ora, non è che tutto quello che dice Nielsen vada preso per oro colato, anzi il buon Jakob ha la tendenza a comportarsi da gesuita del web, però un fondo di verità c’è: onestamente le immagini in movimento danno fastidio, quando sono inserite in un contesto di pagina statica. E’ come se al cinema ci fosse uno che corre avanti e indietro sotto allo schermo brandendo uno striscione: il film lo vedi lo stesso, ma ti viene voglia di sparare al tizio.

Allora com’è che la maggior parte dei siti big sembra un palazzo di Times Square? Sta a vedere che filmati e animazioni danno fastidio solo a me, e al prossimo giro mi troverò ad agitare il bastone contro i giovani d’oggi.

Useit.com

Pagherete caro, pagherete tutto

lunedì, marzo 19th, 2007

Di dibattiti su quale modello economico sia il migliore per la versione online dei giornali è piena la rete, e nessuna soluzione si è dimostrata universalmente valida. Ma David Lazarus, di SFGate, ha un’idea geniale: tutti i giornali online dovrebbero farsi pagare per accedere ai contenuti (attenzione: non per accedere ai contenuti premium, ma a tutti i contenuti)

The answer, I think, is that newspapers have to go further. They have to be prepared to charge for online access to their products just as they charge for print access.

E’ verosimile, però, che il primo giornale a compiere questo passo venga poi tagliato fuori dal mercato, poiché i lettori si rivolgeranno agli altri giornali che hanno mantenuto l’accesso gratuito. Ma Lazarus ha la seconda intuizione geniale: tutti i giornali devono agire all’unisono:

For this to work, the entire industry would have to come together and unite in saying that the era of the free online lunch is over.

Dice: ma non è che si configura come cartello illegale? Certamente: se tutti gli editori si mettono d’accordo dall’oggi al domani per far pagare qualcosa che finora era offerto gratuitamente, l’Antitrust potrebbe avere qualcosa da dire.

E qui Lazarus si dimostra un vulcano di idee, sfornando l’ennesima soluzione: gli editori compatti dovrebbero andare davanti al Congresso a chiedere un’esenzione dalle norme antitrust. Buona fortuna.
SFGate.com, via Poynter

Meanwhile, in another part of the world…

lunedì, marzo 19th, 2007

Mentre l’Irlanda del rugby arrivava ad un soffio dalla conquista del Sei Nazioni, l’Irlanda del cricket eliminava il Pakistan, aggiudicandosi (salvo improbabili risultati) l’accesso alla fase successiva.

Come se non bastasse un’eliminazione precoce e inaspettata, sul Pakistan si è abbattuta la tegola ben più scioccante della morte del coach Bob Woolmer, deceduto per attacco cardiaco.

L’altro risultato inaspettato, restando sempre ai Caraibi, è la sconfitta dell’India ad opera del Bangladesh.

Tornando in Europa, tra i giornali italiani solo La Stampa si è fatta ingolosire dalla storia dell’arbitro (anzi, Television Match Official) irlandese che si è trovato a dover decidere su una mèta che poteva togliere o assegnare il Sei Nazioni all’Irlanda. E sappiamo com’è andata a finire.

Planet Rugby, Cricinfo, BBC, La Stampa

Le ultime parole famose

sabato, marzo 17th, 2007

Io sarò fissato a odiare Cecinelli, però:

“Bene, sono costretti a calciare”. Giocata alla mano e meta di 80 metri.

Ireland's call

venerdì, marzo 16th, 2007

Un consiglio ai baristi romani: fate ampia scorta di birra. Domani c’è Italia-Irlanda, con l’Irlanda che rischia di vincere il Sei Nazioni. E sono previsti circa 15.000 tifosi irlandesi. Ed è il giorno di San Patrizio. Vedete voi.

Six Nations, Wikipedia

La nuova legione straniera

giovedì, marzo 15th, 2007

Le forze armate statunitensi rimangono ferme sulla posizione di non arruolare, ed eventualmente di cacciare, soldati e soldatesse gay. Le motivazioni ufficiali sono state diverse nel corso del tempo: si è detto che il personale gay avrebbe messo in pericolo la coesione delle unità, si è detto che l’esercito non può avallare condotte immorali e anche che parlare di questi problemi avrebbe abbassato il morale delle truppe e di conseguenza indebolito lo sforzo bellico nella War on Terror.

Poi s’è anche detto che il semplice essere omosessuali non comporta nessuna sanzione, che scatta solo in caso di condotta omosessuale. Peccato che la nozione di condotta sia piuttosto ampia: per esempio, dichiararsi gay è già sufficiente.

Un bell’articolo di Slate analizza queste arrampicate sugli specchi da parte degli stati maggiori USA, fornendo anche le cifre sul personale gay che è stato allontanato dalle forze armate. Al di là di ogni considerazione morale, forse cacciare via tanta gente non è una bella idea, in un periodo di dispiegamento massiccio di truppe. Tant’è che lo Zio Sam s’è dovuto inventare il Moral Waiver System, cioè una via che tramite varie eccezioni consente di reclutare anche gli ex-carcerati.

The Palm study should be required reading for Pace, so he can explain why gay counterintelligence officers are too immoral to serve in the military, while it made sense to admit Pvt. Steven Green, a high school dropout with three criminal convictions and a history of substance abuse who is charged with the rape and killing of an Iraqi family in Mahmudiya, Iraq. Green was enlisted through a moral waiver.

Mi rendo conto che prendere un singolo caso è un po’ da paraculi, ma resta il fatto che non è chiaro perché un gay non può entrare nell’esercito e un ex-carcerato sì.

Slate

La Tazza del grillo/2

mercoledì, marzo 14th, 2007

Dopo la cerimonia inaugurale di domenica, ieri c’è stata la prima partita della Coppa del Mondo. Di fronte Pakistan e West Indies, cioè la squadra formata da svariate nazioni caraibiche, che hanno in comune lo status di ex colonia britannica.

Hanno vinto i caraibici, ma vi risparmio lo score altrimenti poi dite che il cricket è complicato e invece non è vero. Il Pakistan prima del match ha vinto il lancio della monetina e ha deciso di iniziare a lanciare (vi ricordo che prima una squadra batte e l’altra lancia, e poi viceversa), e generalmente questa è una buona idea. Stando alle statistiche, poi, battere per secondi sui campi caraibici dà ancora più chance. E invece no, i pakistani (orfani di due dei migliori lanciatori) non ce l’hanno fatta.

Le due squadre sono famose per le loro performance erratiche: fanno seguire collassi fulminei a prestazioni solide e fruttuose. Nella partita di ieri non ci sono stati né collassi né prestazioni eccelse: semplicemente, West Indies ha giocato meglio. Il merito dei caraibici è stato quello di mantenere un buon ritmo anche dopo che i primi battitori erano stati eliminati senza mettere da parte molti punti.

Oggi giocano Australia e Scozia, ma non c’è partita: gli australiani sono i campioni uscenti, gli scozzesi non sono nemmeno professionisti. Sfide d’altri tempi, insomma.

PS: Mi ero dimenticato che oggi giocano anche Canada e Kenya, con gli africani favoriti. Ma è verosimile che entrambe le squadre non vadano oltre la prima fase del torneo.

Wikipedia, Cricinfo

La Tazza del grillo

mercoledì, marzo 7th, 2007

Domenica inizia la Coppa del Mondo di cricket o, come viene definita in questa pagina partorita da non so quale traduttore automatico, la “Tazza del mondo del grillo”.

Partecipano 16 squadre e come avrete già indovinato l’Italia non è tra queste. Peccato, perché l’occasione di andare a vedere una Coppa del Mondo ai Caraibi non capita tutti i giorni.

Rimando ancora una volta alla spiegazione del gioco fatta mesi fa. A proposito, dato che Australia e Inghilterra passano praticamente l’intera estate solo per sfidarsi tra loro, potreste pensare che questo torneo finirà nel prossimo secolo: non è così, perché si gioca con la formula di gioco breve che tra l’altro prevede le maglie colorate e i numeri. E forse financo (orrore, orrore) i nomi sulla schiena.

Cricket World Cup