It takes two, baby
Ieri sera, tra gli analisti del “perché è successo?” (in opposizione a “cosa accadrà ?”) c’era la tendenza a sostenere che se anche Rossi e Turigliatto avessero votato a favore della mozione la maggioranza non sarebbe stata raggiunta. Questi analisti davano quindi la colpa del fallimento al mancato voto favorevole di alcuni senatori a vita.
Facciamo due conti, partendo dalla tabella tratta dal resoconto stenografico della seduta:
| Senatori presenti | 319 |
| Senatori votanti | 318 |
| Maggioranza | 160 |
| Favorevoli | 158 |
| Contrari | 136 |
| Astenuti | 24 |
I favorevoli sono stati 158: se Rossi e Turigliatto avessero votato a favore si sarebbe arrivati a 160, rendendo irrilevante il voto dei senatori a vita. Evitiamo quindi di pomparla tanto con ‘sti vecchietti: non è da loro che ci si dovrebbe attendere sostegno.
Update: mi hanno fatto notare che l’analisi fin qui fatta parte da un presupposto sbagliato, quindi non tenetene conto. Vedere l’errata corrige. Quello che segue è invece sempre valido.
Per me si può anche andare di nuovo alle elezioni ma, vi prego, non con questa legge elettorale. Dice: ma il Paese è spaccato a metà . E allora? E’ più facile cambiare lo schieramento del Paese o la legge elettorale? Vogliamo dare stabilità al Governo o aspettiamo con pazienza che gli elettori siano divisi meno equamente? Che si faccia un governo di larghe intese, che si approvi una legge elettorale decente e poi ripartiamo.
Infine, a costo di passare per ingenuo o idealista, continuo a chiedermi perché l’opposizione non ha votato a favore della mozione, dato che quello schieramento è d’accordo con il rifinanziamento della missione. Voglio dire: so bene perché hanno votato contro, ma continuo a ritenerlo un atteggiamento infantile e scorretto. Lo scopo di chi sta in Parlamento non dovrebbe essere quello di far cadere il Governo (o, dall’altra parte, di sostenerlo oltre ogni logica) ma quello di agire per il bene del Paese, approvando le mozioni che si giudicano positive e respingendo quelle negative. Se io eleggo Tizio perché, tra le altre cose, so che sostiene l’intervento in Afghanistan, mi aspetto che in Parlamento voti in coerenza con questa idea.
Invece ieri l’unica coerenza di cui parlava l’opposizione, plaudendola, era quella di Rossi e Turigliatto. Sulla propria, di coerenza, non una parola.
Senato.it
febbraio 23rd, 2007 at 09:27
Il guaio è che la politica italiana è vissuta come se fosse una partita di calcio: i sostenitori dei due schieramenti sono beceri ultras, che non pensanno a mandare avanti il gioco ma solo ad ostacolare i “nemici”.
febbraio 23rd, 2007 at 09:35
Il paese, più o meno è sempre stato spaccato a metà è da come conti i voti che dai una maggioranza all’uno o all’altro.
E’ necessaria quindi una legge elettorale che dia maggioranze sicure in entrambe le camere. Non andrannoa casa subito, cambieranno la legge elettorale e rivoteremo oppure rifaranno un governo simile.
Tuttavia penso alla forma di governo negli Usa, Il Presidente deve cercarsi la maggioranza e spesso governa con un congresso contrario.
febbraio 23rd, 2007 at 14:01
Due appunti: Rossi e Turigliatto non sono contati fra gli astenuti: sono usciti dall’aula. Se avessero votato i votanti sarebbero saliti a 320, e la maggioranza a 161. I 160 favorevoli non sarebbero bastati.
La CdL aveva presentato una mozione in cui approvava le dichiarazioni di D’Alema. L’ha ritirata quando D’Alema, nella replica, ha rimarcato la discontinuità rispetto alla politica estera del governo Berlusconi.
febbraio 25th, 2007 at 13:52
Vedo che te l’hanno già fatto notare. Il tuo conto è sbagliato: i due Turigliatto e Rossi non sarebbero bastati. Se avessero votato anche loro, ce ne sarebbero voluti 161 Questo nulla toglie alle valutazioni su di loro e sulla precarietà della maggioranza, ma non è vero che si è andati sotto per il loro non voto.
Fossi in te, dato il perentorio e severo attacco del tuo post, mi correggerei: gli analisti avevano ragione. Ciao, L.