Forma e sostanza
L’accozzaglia di esternazioni su PACS e unioni di fatto mostra una fotografia molto chiara della politica italiana: si discute di come deve essere presentata la legge, di chi la deve presentare e di come verrà percepita dalla gente, ma guai a parlare della sostanza.
Ritengo inconcepibile che una persona o uno schieramento non votino a favore di una legge solo perché è stata presentata da un avversario. Inconcepibile e profondamente infantile.
Entrando nel merito, invece, mi pare che i PACS siano una mossa altamente ipocrita per eludere il problema del matrimonio omosessuale. Un sistema per garantire i giusti diritti alle coppie esiste, ed è il matrimonio; chi sostiene che i PACS siano una forma light di matrimonio (dandone una connotazione negativa) ha ragione: a fronte di minori doveri non possono corrispondere uguali diritti.
Il problema è che il matrimonio non è accessibile a tutti: chi vuole divorziare per risposarsi si trova davanti parecchi ostacoli, seppur superabili, mentre per gli omosessuali gli ostacoli sono invalicabili.
E allora si dia il diritto di sposarsi anche agli omosessuali, e nessuno potrà più parlare di famiglia concorrenziale, dato che difficilmente uno mollerà la fidanzata per sposarsi col panettiere.
Sto parlando ovviamente del matrimonio civile: chi vuole sposarsi in Chiesa deve sottostare alle regole del Club, ed eventuali lamentele vanno rivolte al Vaticano.
La Stampa, Wikipedia
gennaio 29th, 2007 at 15:15
Sono d’accordo su tutto, mi devo preoccupare?
gennaio 29th, 2007 at 23:08
Si, Fu .. preoccupiamoci!