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Forma e sostanza

L’accozzaglia di esternazioni su PACS e unioni di fatto mostra una fotografia molto chiara della politica italiana: si discute di come deve essere presentata la legge, di chi la deve presentare e di come verrà percepita dalla gente, ma guai a parlare della sostanza.

Ritengo inconcepibile che una persona o uno schieramento non votino a favore di una legge solo perché è stata presentata da un avversario. Inconcepibile e profondamente infantile.

Entrando nel merito, invece, mi pare che i PACS siano una mossa altamente ipocrita per eludere il problema del matrimonio omosessuale. Un sistema per garantire i giusti diritti alle coppie esiste, ed è il matrimonio; chi sostiene che i PACS siano una forma light di matrimonio (dandone una connotazione negativa) ha ragione: a fronte di minori doveri non possono corrispondere uguali diritti.

Il problema è che il matrimonio non è accessibile a tutti: chi vuole divorziare per risposarsi si trova davanti parecchi ostacoli, seppur superabili, mentre per gli omosessuali gli ostacoli sono invalicabili.

E allora si dia il diritto di sposarsi anche agli omosessuali, e nessuno potrà più parlare di famiglia concorrenziale, dato che difficilmente uno mollerà la fidanzata per sposarsi col panettiere.

Sto parlando ovviamente del matrimonio civile: chi vuole sposarsi in Chiesa deve sottostare alle regole del Club, ed eventuali lamentele vanno rivolte al Vaticano.

La Stampa, Wikipedia

2 Responses to “Forma e sostanza”

  1. fu Says:

    Sono d’accordo su tutto, mi devo preoccupare?

  2. Lady Says:

    Si, Fu .. preoccupiamoci! ;)

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