Aspettando il Superbowl
Finisce il sogno dei New Orleans Saints, che nell’anno del riscatto post-Katrina si fermano alle finali di Conference. Finisce anche l’incubo degli Indianapolis Colts, ma soprattutto di Peyton Manning, quarterback con statistiche straordinarie ma che si stava portando dietro la maledizione di fallire sempre nei playoff.
A Miami, il 4 febbraio, i Colts si troveranno di fronte i Chicago Bears guidati da quel Rex Grossman che, a differenza di Manning, ha numeri tutt’altro che impressionanti ed è pure stato contestato dai tifosi per buona parte della stagione.
Difficile dire come finirà : sicuramente Grossman e i Bears hanno meno da perdere, mentre Manning deve trasformare le statistiche stellari in qualcosa di più concreto, tipo un anello.
I Colts hanno dovuto lottare con i denti durante la finale di Conference: sotto di 18 punti, hanno rimontato e battuto i Patriots grazie soprattutto alle 349 yards lanciate da Manning.
Vita più facile per i Bears, dato che i Saints si sono complicati la vita da soli con 4 turnover. E anche con un paio di scelte sbagliate: sotto di soli due punti e con la palla sulle 30 yards avversarie, scelgono di passare per tre volte di seguito. Risultato: tre passaggi incompleti e tentativo di field goal dalle 30 yards, che non va a segno. L’idea del field goal è buona, dato che porterebbe la squadra in vantaggio spostando la pressione sugli avversari (si era già nel terzo quarto): ma allora è meglio tentare almeno una corsa e dare la possibilità di calciare da una posizione migliore. Il calcio è finito corto di poco, probabilmente una corsa di tre o quattro yards sarebbe stata sufficiente a colmare il gap.
Altra scelta discutibile quella di Drew Brees che, costretto nella propria end zone, lancia la palla direttamente oltre la linea laterale, prendendosi l’intentional grounding e quindi la safety (2 punti per gli avversari). Dalla mia comoda posizione di quarterback da salotto avrei optato per rollare fuori dai tackle: a quel punto l’intentional grounding non può essere chiamato, e la palla può essere lanciata in panchina senza pericoli.
Mai, nella storia della NFL, un allenatore di colore era arrivato al Superbowl, e quest’anno entrambi i coach sono neri.
Superbowl.com
gennaio 25th, 2007 at 08:06
Mi associo totalmente, al 100%.