Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for gennaio, 2007

The one with all the letters

mercoledì, gennaio 31st, 2007

Cara S,

ti scrivo qui, in pubblico, perché talvolta gli eventi ci impediscono altre forme di comunicazione. So che è un periodo difficile, e so che dovrei fare più sforzi per farti sentire che siamo vicini.

Gli impegni che abbiamo preso l’uno verso l’altra, e che continuiamo a prendere giorno dopo giorno, sono la dimostrazione di quanto cemento c’è nella nostra unione.

Ma a volte il lavoro, la vita, il fato e, sì, anche la leggerezza, si mettono di mezzo e ci impediscono di rispettare alcuni impegni.

Come vedi mi riesce difficile giungere all’ammissione, ma lo faccio nella certezza che saprai capire, scusare e dimenticare: stasera non farò in tempo a comprare il parmigiano, lo farò domani.

Un grosso bacio.

Scusate, non ho resistito.

Uncle Licio wants you

martedì, gennaio 30th, 2007

L’organizzazione massonica Scottish Rite vuole attirare un po’ di gioventù negli organici, e per farlo sponsorizza una scuderia della serie NASCAR americana.

Non fosse stata ufficialmente smantellata, magari ora la P2 avrebbe il logo su qualche maglia di serie A.

Scottish Rite, Slate, Wikipedia 

Il sabato del villaggio globale

martedì, gennaio 30th, 2007

Scribbly Tate, editorialista di ESPN, propone di spostare il Superbowl al sabato sera: poiché è di fatto diventato una festività aggiuntiva, ragiona Tate, sarebbe più godibile se la mattina dopo non ci si dovesse alzare per andare a lavorare. E anche i mercati europeo e asiatico, interessati all’evento, ne guadagnerebbero.
Non posso che appoggiare pienamente l”iniziativa: eviterei di prendere almeno mezza giornata di ferie ogni anno.

ESPN

Forma e sostanza

lunedì, gennaio 29th, 2007

L’accozzaglia di esternazioni su PACS e unioni di fatto mostra una fotografia molto chiara della politica italiana: si discute di come deve essere presentata la legge, di chi la deve presentare e di come verrà percepita dalla gente, ma guai a parlare della sostanza.

Ritengo inconcepibile che una persona o uno schieramento non votino a favore di una legge solo perché è stata presentata da un avversario. Inconcepibile e profondamente infantile.

Entrando nel merito, invece, mi pare che i PACS siano una mossa altamente ipocrita per eludere il problema del matrimonio omosessuale. Un sistema per garantire i giusti diritti alle coppie esiste, ed è il matrimonio; chi sostiene che i PACS siano una forma light di matrimonio (dandone una connotazione negativa) ha ragione: a fronte di minori doveri non possono corrispondere uguali diritti.

Il problema è che il matrimonio non è accessibile a tutti: chi vuole divorziare per risposarsi si trova davanti parecchi ostacoli, seppur superabili, mentre per gli omosessuali gli ostacoli sono invalicabili.

E allora si dia il diritto di sposarsi anche agli omosessuali, e nessuno potrà più parlare di famiglia concorrenziale, dato che difficilmente uno mollerà la fidanzata per sposarsi col panettiere.

Sto parlando ovviamente del matrimonio civile: chi vuole sposarsi in Chiesa deve sottostare alle regole del Club, ed eventuali lamentele vanno rivolte al Vaticano.

La Stampa, Wikipedia

Osama who?

mercoledì, gennaio 24th, 2007

Il New York Times analizza, con una grafica molto interessante e completa, la frequenza delle parole pronunciate da Bush nei vari discorsi sullo stato dell’Unione, dall’insediamento ad oggi. Terror e Iraq sparigliano il banco, con tanti saluti alla politica interna.

New York Times 

Pagando Beckham

martedì, gennaio 23rd, 2007

David Beckham approda ai Los Angeles Galaxy con un contratto spropositato anche per gli standard statunitensi. Sembra un salto indietro nel tempo, quando la North American Soccer League (oggi Major League Soccer, MLS) era arrivata a reclutare addirittura Pelè.

All’epoca si pensava che l’arrivo di grandi campioni potesse far compiere il salto di qualità al soccer, sbloccando una situazione che vedeva lo sport molto diffuso ma solo fino alla high school, dove poi cedeva il passo a football, baseball e basket. L’esperimento non riuscì, e se il soccer è cresciuto lo si deve principalmente ai risultati (seppur modesti) della nazionale e alla lungimiranza della lega che ha cercato di spedire i giocatori migliori in Europa a farsi le ossa.

Ora sembra che da quelle parti ci stiano riprovando. Dalla stagione 2007 la MLS ha introdotto la regola del Designated Player, subito ribattezzata Beckham Rule, che consente alle squadre di scegliere un giocatore e metterlo sotto contratto senza che questo conti per il limite del tetto salariale. Senza più limitazioni sulla cifra dell’ingaggio, anche i club statunitensi potranno competere per le grandi star, e la dimostrazione si è avuta immediatamente.

Sia Slate che il New York Times pensano però che la mossa sia sbagliata, e che faccia più male che bene.

Wikipedia, MLS, Slate, NYT 

La politica che insegue la tv

martedì, gennaio 23rd, 2007

Un presidente nero? Avevamo già David Palmer.

Un presidente donna? Avevamo già  Mackenzie Allen.

New York Times, Wikipedia 

Aspettando il Superbowl

martedì, gennaio 23rd, 2007

Finisce il sogno dei New Orleans Saints, che nell’anno del riscatto post-Katrina si fermano alle finali di Conference. Finisce anche l’incubo degli Indianapolis Colts, ma soprattutto di Peyton Manning, quarterback con statistiche straordinarie ma che si stava portando dietro la maledizione di fallire sempre nei playoff.

A Miami, il 4 febbraio, i Colts si troveranno di fronte i Chicago Bears guidati da quel Rex Grossman che, a differenza di Manning, ha numeri tutt’altro che impressionanti ed è pure stato contestato dai tifosi per buona parte della stagione.

Difficile dire come finirà: sicuramente Grossman e i Bears hanno meno da perdere, mentre Manning deve trasformare le statistiche stellari in qualcosa di più concreto, tipo un anello.

I Colts hanno dovuto lottare con i denti durante la finale di Conference: sotto di 18 punti, hanno rimontato e battuto i Patriots grazie soprattutto alle 349 yards lanciate da Manning. (continua…)

Se so' zottati er filetto

lunedì, gennaio 22nd, 2007

Non ho mai avuto la tentazione di rubare qualcosa in un supermercato, in parte per una questione etica e in parte per una questione di tremendo imbarazzo nel caso venissi scoperto.

So che i cosmetici e le pile sono tra i prodotti più trafugati, e la cosa ha un senso (dimensioni ridotte e frequenza di acquisto elevata); invece nel 2005 l’articolo maggiormente “acquistato” al prezzo di cinque minuti di paura è stata la carne (la rilevazione si riferisce al mercato statunitense).

L’articolo di Slate spiega anche che la soluzione più ovvia, cioè quella di mettere la carne dietro al bancone in modo da doverla chiedere al commesso, non è vantaggiosa: così facendo si eliminerebbero molti degli acquisti fatti al volo, cioè da chi passa, vede il filetto e decide di comprarlo per cena. Spostando lo stesso filetto dietro al vetro, molti lascerebbero perdere.

Slate 

Trovare il punto G

giovedì, gennaio 18th, 2007

Dal documento di valutazione dei rischi sull’ambiente di lavoro, elaborato dagli scienziati che lavorano qui dentro:

tutto il personale ha un computer che, se correttamente posizionato, risponde ai requisiti di legge.

Ci sarebbero altre perle, ma non voglio infierire.