Il vero mid-term
La NFL è giunta a metà stagione e mi sento peggio di Rumsfeld: gli Steelers hanno vinto solo due partite su otto, e salvo miracoli possono tranquillamente cominciare a pensare al prossimo anno.
Indianapolis invece è la squadra da battere, cosa che finora nessuno è riuscito a fare (otto giocate, otto vinte): era dal 1930 che una squadra non riusciva a partire per due anni di fila con un record di 8-0. Ciò nonostante, il pensiero di tifosi e giornalisti è già ai playoff, perché è lì che si solito i Colts si sfaldano miseramente.
Chicago ha perso una sola partita mentre i Giants, pur avendone perse due, stanno cavalcando un’onda di cinque vittorie consecutive.
Chi non tifa per nessuna squadra, o chi tifa per squadre ormai tagliate fuori, quest’anno ha bell’e pronto il ripiego: tifare per i New Orleans Saints. Ricordate lo stadio di New Orleans, divenuto uno dei simboli dell’uragano Katrina? Ecco, finalmente i Saints sono tornati a giocare lì, e lo stanno pure facendo bene.
Spesso lo sport offre spunti che nemmeno il più epico degli sceneggiatori di film sportivi potrebbe immaginare: l’anno scorso c’è stata la storia di Jerome Bettis, nativo di Detroit, che ha vinto il titolo proprio a Detroit; l’anno prima voleva ritirarsi, ma il suo quarterback l’ha convinto a restare un altro anno, promettendogli che l’avrebbe portato a Detroit: e così è stato. Nel 2002 il primo Superbowl giocato dopo l’11 settembre fu vinto dai Patriots (in nomen omen) in un tripudio di orgoglio patriottico.
Quest’anno lo sceneggiatore invisibile potrebbe aver scritto la storia della rinascita della città spazzata da Katrina.
NFL.com, NYT, WikipediaÂ