Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

Archive for novembre, 2006

C'erano anomalie

mercoledì, novembre 29th, 2006

Non penserete mica che il contatore degli accessi sia sparito perché non ho avuto voglia di rimetterlo, eh? E’ che sto facendo il riconteggio.

Straightforward, except when it is not

mercoledì, novembre 22nd, 2006

L’Economist sull’uso del voi nella lingua francese come forma di rispetto e cortesia. E sull’uso del tu come forma di confidenza o maleducazione. Sostituite il vous con il lei, e l’intero articolo si può riciclare per l’italiano.

Economist 

L'occhio vuole la sua parte

lunedì, novembre 20th, 2006

leaders Polyphonic Spree

Un gruppo musicale, a destra.

Missione compiuta

martedì, novembre 14th, 2006

Studio 60 non verrà cancellato.
La petizione di cui si parlava qualche giorno fa è stata di aiuto, forse.

Save Studio 60 

Sign o' the times

martedì, novembre 14th, 2006

A sentire parlare la gente e gli amici, quella che fino a poco tempo fa era la moto di Pedrosa, ora è la moto del Dottor House.

Che non si dica che i telefilm non stanno guadagnando il giusto posto nella nostra società.

Danielpedrosa, Wikipedia 

Engage!

sabato, novembre 11th, 2006

Un pensiero su Italia – Australia: la partita non è ancora cominciata, ma a giudicare dalla squadra di jettatori che La7 ha messo in campo sarà parecchio dura.

Update di metà partita: e invece, almeno per ora, non va malaccio. Italia in vantaggio 15 – 13, con la soddisfazione di aver scarrettato in giro per il campo la mischia australiana un paio di volte. Un’incertezza difensiva ha portato alla meta australiana, e i palloni alti sembrano creare più problemi del dovuto. Invece la mischia ordinata dà soddisfazioni, costringendo spesso il pacchetto australiano a commettere falli.

Fine partita:  è finita 25 – 18 per l’Australia, peccato. Peccato perché durante la partita Pez ha sbagliato due piazzati molto facili, e l’ultima meta australiana è stata la fiera del placcaggio sbagliato. Certo che finire sotto di soli sette punti contro i vicecampioni del mondo è di buon auspicio per l’imminente Sei Nazioni.

Bollesan devono averlo rinchiuso in uno sgabuzzino, perché dopo il pre-partita non si è più visto. Purtroppo Ceccinelli non è andato a cercarlo, e nemmeno Villepreux.

Il vero mid-term

giovedì, novembre 9th, 2006

La NFL è giunta a metà stagione e mi sento peggio di Rumsfeld: gli Steelers hanno vinto solo due partite su otto, e salvo miracoli possono tranquillamente cominciare a pensare al prossimo anno.

Indianapolis invece è la squadra da battere, cosa che finora nessuno è riuscito a fare (otto giocate, otto vinte): era dal 1930 che una squadra non riusciva a partire per due anni di fila con un record di 8-0. Ciò nonostante, il pensiero di tifosi e giornalisti è già ai playoff, perché è lì che si solito i Colts si sfaldano miseramente.

Chicago ha perso una sola partita mentre i Giants, pur avendone perse due, stanno cavalcando un’onda di cinque vittorie consecutive.

Chi non tifa per nessuna squadra, o chi tifa per squadre ormai tagliate fuori, quest’anno ha bell’e pronto il ripiego: tifare per i New Orleans Saints. Ricordate lo stadio di New Orleans, divenuto uno dei simboli dell’uragano Katrina? Ecco, finalmente i Saints sono tornati a giocare lì, e lo stanno pure facendo bene.

Spesso lo sport offre spunti che nemmeno il più epico degli sceneggiatori di film sportivi potrebbe immaginare: l’anno scorso c’è stata la storia di Jerome Bettis, nativo di Detroit, che ha vinto il titolo proprio a Detroit; l’anno prima voleva ritirarsi, ma il suo quarterback l’ha convinto a restare un altro anno, promettendogli che l’avrebbe portato a Detroit: e così è stato. Nel 2002 il primo Superbowl giocato dopo l’11 settembre fu vinto dai Patriots (in nomen omen) in un tripudio di orgoglio patriottico.

Quest’anno lo sceneggiatore invisibile potrebbe aver scritto la storia della rinascita della città spazzata da Katrina.

NFL.com, NYT, Wikipedia 

Swing and a miss

mercoledì, novembre 8th, 2006

Nelle elezioni di mid-term diversi Stati cambiano colore e i Repubblicani perdono la Camera (e forse anche il Senato).

CNN.com

Un signore

martedì, novembre 7th, 2006

Ci sarà tempo per parlarne, intanto vi avviso che il 23 novembre iniziano The Ashes, stavolta in Australia.

La sfida ha generato una lunga serie di citazioni e jokes: nel tour del 1990-91 la squadra inglese era piuttosto debole e il capitano Graham Gooch definì la competizione “A fart competing with thunder”.

Wikipedia

Fuoco alle polveri

martedì, novembre 7th, 2006

Io non credo che condannare all’impiccagione l’ex leader sunnita di uno Stato ora più diviso che mai, per di più in applicazione di una sentenza emessa da un giudice curdo, sia un grande passo verso la riunificazione del Paese.

E questo senza dare giudizi sulla pena di morte in sé e per sé.

Corriere.itÂ