Pensieri e commenti su internet e su altre cose che mi stanno intorno

La battaglia per le ceneri

Quest’estate il Macca si chiedeva per quanto tempo Inghilterra e Australia sarebbero andate avanti a sfidarsi a cricket, dato che a distanza di un paio di mesi erano ancora lÏ che se la giocavano.
E’ giunto il momento di spiegare in cosa consiste questa sfida, in modo da mettere un po’ di ordine e di permettervi di bullarvi con gli amici (ok, diciamo che ci limitiamo a mettere ordine).

Questa sfida, tanto per cominciare, ha un nome: The Ashes, cioË le ceneri. E come tutte le sfide ha anche una data di inizio: il 29 agosto 1882. In quella data l’Inghilterra perse in casa dall’Australia, e il giorno dopo un giornale sportivo pubblicÚ un finto necrologio celebrante la morte del cricket inglese, aggiungendo che il corpo sarebbe stato cremato e le ceneri portate in Australia.
Il successivo tour dell’Inghilterra in Australia, prevsito per l’anno seguente, venne battezzato dalla stampa “la riconquista delle ceneri”.
E le ceneri vennero effettivamente riconquistate nel tour del 1882/83 (Ë l’estate australe, che abbraccia due anni – come il nostro inverno, insomma). Un gruppo di signore dello stato di Victoria decise allora di regalare un’urna cineraria al capitano della squadra inglese; il contenuto di quest’urna non Ë mai stato chiarito: c’Ë chi parla delle ceneri di una pallina, chi di un bail (se non sapete cos’Ë andate a rileggervi la lezione precedente) e chi di un velo.
Da allora il nome di questa sfida Ë diventato The Ashes e il simbolo Ë l’urna di terracotta che non viene mai materialmente consegnata a nessuna squadra, ma rimane esposta al Lord’s Museum, a Londra. Gli old enemies da allora si sono sfidati 62 volte, per un totale di 115 partite. La prossima sfida sar‡ in Australia nel 2006/07, e quella successiva in Inghilterra nel 2009.

Ma torniamo a Londra, il 29 agosto 1882: il campo Ë particolarmente difficile e non consente di segnare molti punti; gli australiani battono per primi e racimolano 63 miseri punti. Gli inglesi ribattono con 101. Tocca di nuovo agli australiani che cercano di colmare il gap e segnano 122 punti: non molti, dato che agli inglesi bastano ne bastano ora 85 per vincere (il conto Ë presto fatto: Australia 63+122=185; se ai 101 inglesi se ne aggiungono 85 si arriva a 186, cioË uno in pi˘ degli australiani).
Bisogna tenere duro, ma il capitano australiano Spofforth Ë soprannominato “The Demon” e non molla di certo. E ci mette molto del suo, eliminando ben quattro battitori concedendo nel frattempo solo due punti.
Quando entra l’ultimo battitore inglese sono necessari solo 10 punti per vincere, ma dopo averne segnati due viene eliminato. La folla ammutolisce, ma poi applaude gli australiani (Ë pur sempre the gentlemen’s game).
Alla sconfitta viene dato ampio risalto sulla stampa, e lo Sporting Times pubblica il finto necrologio che dar‡ inizio a tutta la faccenda.
Per gli inglesi Ë dura da mandare gi˘: quell’isola dall’altra parte del mondo all’inizio era utilizzata semplicemente come colonia penale. E ora i discendenti di questi galeotti vanno lÏ, nella capitale dell’impero, a sconfiggere gli inglesi nel gioco che loro stessi hanno inventato. Sudditi irrispettosi.
Ecco, quest’estate gli inglesi hanno riconquistato le ceneri, che da 18 anni stavano in mani australiane.
Ogni volta bisognerebbe spiegare tutto questo, quando qualcuno chiede:
- Che campionato Ë?
- No, non Ë un campionato. E’ un test match
- Ah, Ë un’amichevole…

Amichevole un par di bails.

La prossima volta vi racconto di quando Inghilterra e Australia rischiarono di rompere le relazioni diplomatiche a causa delle Ashes.

4 Responses to “La battaglia per le ceneri”

  1. Diavoletto Says:

    ah bè… adesso finalmente dormirò tranquillo!!! ;)

  2. farfintadiesseresani Says:

    Beh, poi ci sarebbe quell’altra spiegazione, quella di Douglas Adams…

  3. mary Says:

    Grande, ironica spiegazione, a ennesima prova di come i giochi inventati e/o trasformati dagli inglesi (escludo il football) generino delle passioni accese oltre ogni limite, roba in cui mi riconosco. Adesso, seconda puntata please, e poi ci spieghi pure della sfida-vendetta Galles-All Blacks, oppure dei mondiali di snooker (naa, per questo già c’è un intero libro di Mordecai Richler…)?

  4. yorker Says:

    Mary: ognuno si prenda le proprie responsabilità. Per il rugby lascio la parola all’esperto, per lo snooker attendo che qualcuno oltre a Richler si faccia avanti.

Leave a Reply